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Cifa, con Marocco cooperazione tra imprese per sviluppo sostenibile nel Mediterraneo

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Roma, 8 apr. (Labitalia) – Un ponte tra Italia e Marocco attraverso le imprese, per trasformare la sfida della pandemia in opportunità e creare nuove occasioni di sviluppo sostenibile per tutto il Mediterraneo. E’ l’obiettivo condiviso dalla Cifa, confederazione autonoma rappresentativa delle imprese, guidata da Andrea Cafà, che nei giorni scorsi ha incontrato l’ambasciatore del Marocco in Italia, Youssef Balla.

“Ho incontrato l’ambasciatore del Marocco – ha riferito Cafà – e gli ho manifestato l’interesse da parte delle imprese Cifa a voler incontrare imprenditori del Marocco per avviare forti relazioni. Tra gli obiettivi del Recovery Fund, infatti, c’è lo sviluppo del Mezzogiorno del nostro Paese e la costruzione di una forte area mediterranea. Come parte sociale Cifa siamo impegnati nel costruire un dialogo e cercare di creare opportunità di incontro, di condivisione di progetti tra imprenditori italiani e imprenditori marocchini affinché lo sviluppo possa portare benessere, pace e soprattutto una forte area del Mediterraneo”.

Un invito subito raccolto dall’ambasciatore che ha sottolineato l’importanza delle relazioni soprattutto con le regioni dell’Italia meridionale: “Fra il Marocco e l’Italia i rapporti sono più che eccellenti e storici. Particolare importanza, da questo punto di vista, rivestono le regioni meridionali dell’Italia che possono giocare un ruolo di ponte umano e culturale, grazie al patrimonio storico comune, e di ponte verso una nuova politica mediterranea, perché hanno tutte le potenzialità e le energie. Quindi c’è una grande disponibili per rafforzare i rapporti con queste regioni”.

E proprio dalla pandemia, secondo l’ambasciatore del Marocco, possono nascere nuove opportunità. “Siamo convinti che questa pandemia offra anche, ai paesi mediterranei, un’opportunità di ripartire insieme su nuove basi – ha detto – per costruire un futuro comune. Sono tanti gli aspetti su cui si può collaborare e cooperare. Fra questi, si distingue certamente quello dell’energia e in particolare delle energie rinnovabili e dell’economia verde, settore in cui il Marocco è leader ed è in grado di offrire una piattaforma idonea all’Europa e all’Italia per diventare un hub verso l’Africa”.

“L’altro tema centrale, di cui soffre il Mediterraneo, è rappresentato – ha proseguito l’ambasciatore – dalle infrastrutture di trasporto logistico; anche in questo caso, per avvicinare i paesi mediterranei e facilitare gli scambi commerciali nonché umani, il Marocco offre la sua expertise e leadership. Con gli importanti porti italiani possiamo fare joint venture per rafforzare tutta l’infrastruttura logistica del Mediterraneo, che è importante. Altrettanto importante – ha aggiunto – è rafforzare gli investimenti nella zona mediterranea, perché la pandemia ci ha dato una lezione: abbiamo vissuto la dipendenza da mercati esterni all’area mediterranea e quindi è un’opportunità per rivedere la politica di delocalizzazione in zone lontane”.

Dunque, ha assicurato l’ambasciatore, “il Marocco è una porta dell’Europa e del Mediterraneo verso l’Africa, è un partner affidabile che può accompagnare gli investimenti europei in Africa, che è il continente del futuro, l’unico che cresce a due cifre”. “Ci sono grandi opportunità di sviluppo economico e garantire sviluppo economico vuol dire garantire stabilità e far fronte alle sfide globali che stiamo vivendo, come le migrazioni o il terrorismo, e che possiamo combattere solo attraverso un co-sviluppo”, ha concluso.

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