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Cantina Vigna Villae, storia e passione nella bottiglia

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Roma, 6 nov. (Labitalia) – L’Irpinia ha un nuovo, profondo racconto ‘di vino’. E’ parte importante del segreto di una terra invasa dal verde e dagli dèi della natura, e di una cultura agricola che guarda alle sfide del futuro con la forza delle radici. ‘Cient’anne Taurasi Riserva Docg 2013 Vigna Villae’ è un Aglianico in purezza, una bottiglia che ha una storia importante. “E’ dedicato a mio padre Giuseppe, insigne avvocato napoletano, fondatore della cantina, nel centenario della nascita’’, dice a Adnkronos/Labitalia Tommaso Piscopo, patron della Cantina Vigna Villae, a Tarasi (AV). “Rappresenta la sintesi e la forza -prosegue Piscopo- di questi decenni di lavoro nelle nostre vigne, un prodotto strutturato e possente, con tannini molto suadenti. Viene dalla Vigna di Piano dell’Angelo e racconta la bellezza di questo territorio”.

“Solo Aglianico di Taurasi, il vino ha riposato come un gigante addormentato per quattro anni in barriques, e poi elevato in vetro. Inconfondibile il rosso rubino che colora il calice conquistando il palato con un sorso corposo e ricco, maglia tannica nobile che porta centinaia di contaminazioni fino a un finale definitivo che esalta carni e formaggi da abbinare con sapienza per momenti unici”, spiega.

“Il vino -rimarca il ‘deus ex machina’ di Vigna Villae – rappresenta il territorio, il Taurasi è l’orgoglio e il lustro di questa cultura contadina che ha tanto da raccontare: Taurasi, crocevia delle uve, ha segreti di gusto che non hanno eguali’’. Ma ora è tempo di lanciare i dadi su una scacchiera più grande. Piscopo ne è sicuro: ‘’Questo patrimonio deve essere conosciuto e apprezzato ancora di più, su scena internazionale perché è uno dei pochi vini al mondo che dura 50 anni, parola forte di questa terra baciata dalla cultura agricola e dalla sua infinita pazienza e lotta’’.

A Vigna Villae il vino è una filosofia e un compagno di viaggio. Come un vecchio contadino saggio che racconta il segreto dei giorni davanti a un camino di pietra. “Il vino di Taurasi è cultura -dice con orgoglio Tommaso Piscopo- e una buona bottiglia di vino ha nella sua lunghezza sapori unici, crea relazioni e fa ponte a storie diverse. E’ il rosso del tempo lungo e pieno. La nostra passione -tiene a sottolineare- è fare un vino capace di emozionare. Per questo dico che a curare la vigna devono essere i figli: dietro una bottiglia c’è una storia di impegno e di pensiero, di lavoro e progetto ma soprattutto c’è amore per la terra. Puntiamo su un Taurasi possente ma morbido al palato, come si faceva negli anni ’60’’.

Il sogno? “C’è sempre un sogno. Il mio è far diventare Taurasi come Montalcino e Alba. Taurasi è il tempio dell’aglianico, va pensata anche la possibilità di istituire qui una facoltà del vino rosso. Il nostro vino è unico, va tutelato e promosso. Un bicchiere che ha tanto da dire, ovunque”, dice.

Della Cantina Vigna Villae una menzione speciale va anche a ‘O’ Rre Igp Campania Aglianico’, blend di uve Aglianico, invecchiato in botte 60 mesi. Un vino che regge il tempo. “Siamo semplici viticultori di Taurasi -si legge sul sito della Cantina, www.vignavillae.it- che hanno raccolto l’eredità millenaria di produrre un buon vino, facciamo un ottimo uso delle fonti idriche, perché sappiamo che l’uva migliore è generata dalla vigna in sofferenza”. Nei prodotti della cantina irpina la Linea ‘Doc’, la Linea ‘I Nobili’, ‘I Ricordi’, ‘Igp’. Tutti i vini hanno un unico comune denominatore, la trasformazione dell’uva con metodi naturali e tradizionali: dal ‘Taurasi Docg’ prodotto a Contrade Case D’Alto, Pesano e Pezze De’ Preti, a ‘Insieme’- Aglianico Doc Irpinia 2012, dal ‘Don Giuseppe’ Igp Aglianico, fino ai bianchi ‘Per sempre’ – Coda di Volpe Irpinia 2016 e ‘Reginè’- Fiano Avellino Docg 2016

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