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Energia pulita: dalle biomasse legnose, un nuovo sistema per produrre biocarburante

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Ridurre l’inquinamento e’ possibile, grazie ad un nuovo sistema ad alta efficienza brevettato dall’Enea, in grado di produrre bioetanolo dalle biomasse legnose

Ridurre l’inquinamento è possibile, grazie ad un nuovo sistema ad alta efficienza che produce biocarburante dalle biomasse legnose. Si tratta, in pratica, di un metodo innovativo brevettato dall’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), dove viene sfruttato un processo ad alta efficienza che converte le biomasse legnose (ossia gli scarti del legno, i sottoprodotti dei boschi ed i residui agro-industriali), in bioetanolo. Questo biocarburante, in particolare, viene solitamente utilizzato nel settore dei trasporti come ‘componente’ della benzina tradizionale, per diminuire le emissioni di CO2 e gli inquinanti prodotti dai tubi di scappamento delle auto.

Per ridurre l’inquinamento con il bioetanolo derivato dalle biomasse legnose, è però altrettanto necessario che il processo di produzione del biofuel abbia dei consumi energetici non troppo alti, in modo da compensare il vantaggio ambientale derivato dall’utilizzo di questo biocarburante. Purtroppo, la complessità dei processi di trasformazione della biomassa lignocellulosica in bioetanolo, (ossia il pretrattamento termico per destrutturare la fibra legnosa, la detossificazione della struttura pretrattata, l’idrolisi enzimatica e la fermentazione alcolica del materiale), richiede, solitamente, dei ‘costi’ energetici ancora troppo elevati. Ed è per questo che il nuovo metodo brevettato dall’Enea, sembra finalmente aver dato una risposta a tale problema.

Per ridurre l’inquinamento ed abbattere le emissioni nocive in atmosfera, il nuovo sistema prevede, infatti, di utilizzare soltanto aria e vapore nel processo conversione del bioetanolo, senza la perdita di materiali dannosi per l’ambiente e senza aggiungere prodotti chimici speciali all’interno del ciclo produttivo. Tale metodo, nella sua semplicità, prevede, tra l’altro, un minor utilizzo di risorse e di energia rispetto ai tradizionali processi di ‘conversione’: l’invenzione infatti, consiste nell’impiego di un reattore tubolare verticale, dove all’interno, la biomassa è sottoposta ad una corrente di aria e vapore con temperature variabili tra i 60 e i 100 °C, per un periodo di tempo di 5-6 ore. Grazie all’utilizzo di questa soluzione, (e di altri piccoli accorgimenti), è quindi possibile ridurre i tempi di produzione del bioetanolo, ottenendo un considerevole risparmio energetico.

(Matteo Ludovisi)

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