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Italia indietro per il riciclo dei rifiuti elettronici. Poca organizzazione e informazione

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Ogni anno, in Italia, parte dei rifiuti elettrici ed elettronici prodotti dagli italiani sfugge ai sistemi di raccolta. Manca informazione e organizzazione

In Italia è emergenza Raee: il Paese è indietro, rispetto agli Stati d’Europa, in materia di raccolta e riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici domestici. C’è, infatti, una significativa quantità di rifiuti elettrici generati che oggi sfugge al Sistema Raee. A fornire i dati sulle quantità di Rifiuti elettrici ed elettronici domestici che si generano ogni anno in Italia è un’indagine realizzata da United Nations University, il Centro Accademico di Ricerca dell’Onu, in collaborazione con Ipsos e con il Politecnico di Milano, presentata da Ecodom, il Consorzio italiano di recupero e riciclaggio degli elettrodomestici.

In particolare dalla ricerca sui rifiuti elettrici ed elettronici emerge che: 6,91 kg per abitante sono stati conferiti dai Centri di raccolta e dai distributori direttamente agli impianti di trattamento; 2,3 kg per abitante sono stati smaltiti in modo non corretto dai cittadini; 2,1 kg per abitante sembrano essere stati riutilizzati dai consumatori. Di questi però solo 1,4 kg per abitante è stato effettivamente riusato, mentre 0,7kg per abitante sono stati esportati come apparecchiature elettriche ed elettromeccaniche usate. C’è poi uno 0,6 kg/abitante che restano abbandonati in abitazioni secondarie.

La ricerca in materia di riciclo e raccolta di rifiuti elettrici ed elettronici è utile per capire la quantità di rifiuti elettronici generati dagli abitanti ogni anno, e quindi utile alle istituzioni e alle organizzazioni per organizzarsi e disporre una raccolta ordinata ed informata. I cittadini hanno bisogno di maggiori informazioni per sapere dove gettare le batterie dei telefoni e le pile esaurite.

(gc) 

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