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Zelensky: “Voglio la pace”. Trump valuta stop aiuti a Ucraina

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(Adnkronos) – "Sono pronto per la pace ma dobbiamo essere in una posizione di forza. Dobbiamo avere un esercito forte, dobbiamo avere i partner al nostro fianco e dobbiamo avere garanzie di sicurezza. Non ho ragione?". Dopo lo scontro con Donald Trump, Volodymyr Zelensky prova a inviare messaggi concilianti agli Stati Uniti in un'intervista a Fox News, mentre si profila l'ipotesi di uno stop immediato della Casa Bianca agli aiuti militari a Kiev. Il presidente ucraino è stato 'cacciato' dopo la lite con il presidente degli Stati Uniti, che ha attaccato Zelensky con parole durissime: "Non vuole la pace", la sintesi di Trump.  Una fonte dell'amministrazione Trump ipotizza, come riferisce il Washington Post, che il presidente potrebbe bloccare con effetto immediato l'invio di aiuti militari. Lo stop scatterebbe per missili, radar, veicoli, munizioni: si tratta di pacchetti da miliardi di dollari che hanno un ruolo vitale per la difesa ucraina. "Lo scontro non è positivo" "Lo scontro era studiato a tavolino? Non so. Quello che è successo non è positivo. Credo sia stata una situazione dura, siamo stati molto diretti. Vengo negli Stati Uniti e sento che il presidente ucraino è un dittatore, che i soldati fuggono, che milioni di civili sono morti… Mi chiedo dove sia l'amicizia tra Ucraina e Stati Uniti", dice ricordando affermazioni fatte anche da Trump. "Il rapporto tra i due paesi va al di là dei due presidenti. Il popolo americano ha contribuito a salvare il popolo ucraino. Io sono molto grato agli americani, al presidente Trump e al Congresso per sostegno. Nessuno vuole la fine della guerra più di noi ucraini, credo che dobbiamo stare dalla stessa parte per fermare Putin", dice Zelensky. La pace, come diceva il presidente Reagan, non è una semplice assenza di pace. Serve una pace solida e duratura. Non credo di aver fatto nulla di male, ho sempre avuto rispetto per gli Stati Uniti. Siamo partner, dobbiamo essere trasparenti", dice Zelensky.  "Ho detto che dobbiamo firmare questo documento, volevo sentire dal presidente Trump come intende fermare Putin. Parlo come presidente di un popolo che è in guerra da 3 anni, la gente vuole sentire che l'America starà dalla nostra parte e non con la Russia". L'accordo sulle terre rare "è un primo passo verso le garanzie di sicurezza" necessarie per Kiev. Secondo Zelensky, il capitolo relativo alle "infrastrutture delle garanzie di sicurezza" fa parte dell'accordo sulle risorse minerarie. Non è chiaro, dalle risposte del presidente ucraino, quanto siano esplicite tali garanzie. Quello che è successo alla Casa Bianca "non è positivo per entrambe le parti. Gli americani sono i nostri migliori amici, gli europei sono i nostri migliori amici. I russi per noi sono assassini, il nostro atteggiamento in questo senso non può cambiare. Non significa che non vogliamo la pace, ma vogliamo che la realtà sia riconosciuta. L'Ucraina vuole la pace e l'avrà. Dico solo che deve essere una pace giusta e duratura, anche l'Ucraina deve essere al tavolo", afferma.  Trump potrebbe interrompere con effetto immediato l'invio di aiuti militari a Kiev: missili, veicoli, munizioni. "Sarebbe durissima per noi senza il supporto americano, ma noi non possiamo perdere la nostra libertà", dice Zelensky, chiedendo ancora agli Stati Uniti di "condividere quali siano le garanzie di sicurezza". A chi sostiene che la situazione potrebbe sbloccarsi con la sua uscita di scena, replica: "Dovrei dimettermi? Lo può decidere solo il popolo ucraino. Ho fatto quello che dovevo. Gli americani votano per il presidente degli Stati Uniti, gli ucraini votano per il proprio presidente". Trump ha detto che si considera equidistante tra Putin e Zelensky. "Devo essere onesto, vorrei che fosse più dalla nostra parte. La guerra tra Ucraina e Russia è iniziata perché Putin ha portato la guerra nelle nostre case. Gli ucraini vogliono che gli Usa siano decisamente dalla nostra parte", dice Zelensky. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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