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Zaki in Italia: “Finalmente sono qui, è un sogno che si avvera”

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(Adnkronos) – “Finalmente sono qui, è un sogno che si avvera dopo tutti questi anni”. Lo afferma Patrick Zaki, nella conferenza stampa al rettorato dell’Università di Bologna. “Non ci sono parole che possano descrivere come mi sento, una bella sensazione essere nell’Università e nella città a cui appartengo”, continua. E’ il “giorno più importante della mia vita”, aggiunge facendo con le dita il segno della vittoria.

“Devo ringraziare la mia fidanzata, mia sorella, tante persone che mi sostengono. E’ un piacere essere tornato a Bologna, la mia seconda casa” ha detto Zaki nella conferenza stampa al rettorato dell’Università di Bologna. “Grazie per lo sforzo fatto dagli italiani e da questa città meravigliosa che è Bologna. Grazie mi avete aiutato a riprendermi la libertà, gli amici, i colleghi, le organizzazioni non governative, la società civile, l’università di Bologna, tutti coloro che hanno lavorato a livello statale e governativo in Italia fino al primo ministro”. “Sono un ricercatore, un difensore dei diritti dell’uomo. Continuo il mio impegno per i diritti umani e questo impegno riprende qui da Bologna”. “Non dimentico tutte le persone che hanno pagato e stanno pagando ancora il prezzo del loro impegno tentativo di lavorare per la libertà, spero ci sia una soluzione positiva dei loro casi non solamente in Egitto”. “Questa è una storia di successo, io ne sono l’esempio, bisogna che ce ne siano altre di persone che, come me, possano essere liberate” ha detto Zaki sottolineando che è necessario che “persone, come me, parlino di chi è ancora prigioniero”. “Non dobbiamo avere obiettivi a breve termine – ha continuato -. Serve la giustizia, giustizia anche per Giulio Regeni”.

Per prima cosa “voglio andare in piazza Maggiore ad abbracciare bolognesi”, ha affermato Patrick Zaki. D’intesa con il Comune di Bologna, è in programma una festa pubblica in piazza Maggiore domenica 30 luglio alle ore 20. “Sto iniziando la giornata più bella degli ultimi 4 anni – ha osservato Zaki -. Sono veramente felicissimo, insieme alle persone che mi hanno sostenuto. Adesso sono qui con tutti voi, italiani e soprattutto cittadini di Bologna siete voi il motivo e la ragione della mia libertà”. “Voglio andare avanti, fare il dottorato e riprendere la mia carriera come ricercatore”, ha continuato. “Rimarrò a Bologna alcuni giorni, poi, tornerò al Cairo e dopo tornerò a Bologna – ha aggiunto -. In questo momento non ho un programma specifico sulla mia presenza qui in Italia”.

“Potrei andare anche in altre città, sarebbe comunque un onore per me – ha sottolineato – Dopo tante porte chiuse nel mio Paese, ora approfitto di queste porte aperte, posso visitare le varie città che mi vorranno accogliere”. “Sono libero, aspetto da anni questo momento”, ha sottolineato.

“Tu possa vivere una vita serena e libera, senza farti tirare dalla giacchetta ma scegliendo quello che ritieni opportuno per te. La visibilità e l’autorevolezza di cui godi adesso è anche una grande responsabilità. La tua forza è stata e resterà sempre la tua indipendenza, mantienila sempre” ha detto il rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari nella conferenza stampa al rettorato, rivolgendosi a Patrick Zaki. “Ci è sembrato doveroso che la prima tappa di questo ritorno fosse qui all’Università di Bologna perché l’Università è per storia e vocazione il luogo di libertà e pluralismo, il luogo del mondo di cui tu Patrick sei un cittadino, un luogo al di là e al di sopra delle parti”, ha continuato il rettore. “Questi tre anni ci hanno lasciato degli insegnamenti – ha osservato il rettore – La comunità dell’Alma Mater è forte e coesa, la difesa dei diritti non è solo scritta nelle pagine del nostro statuto ma è una cosa che viviamo tutti i giorni”. “Abbiamo imparato da te che bisogna resistere perché la tua tenacia è stata fondamentale – ha proseguito il rettore rivolgendosi a Zaki – Abbiamo dimostrato che si possono difendere i diritti della persona attraverso un movimento spontaneo che ci ha permesso di arrivare fino a qui oggi”.

Dal rettore ringraziamenti a “Rita Monticelli e a tutta l’Alma Mater, ai cittadini di Bologna rappresentati dal sindaco, ad Amnesty, al presidente del consiglio Giorgia Meloni e a tutto il governo per averci supportato e aver favorito la tua liberazione prima e la grazia poi, e all’ambasciatore Quaroni”.

La pergamena di laurea del Master Erasmus Mundus Gemma – Women’s and Gender Studies è stata consegnata a Patrick Zaki nel corso della conferenza stampa nel rettorato dell’Università di Bologna. Si tratta della coronazione del suo percorso di studi, che era stato costretto a concludere da remoto. “Non ho mai perso la speranza” ha detto la professoressa Rita Monticelli dell’Università di Bologna.

”Un abbraccio che aspettavamo da tre anni!” twitta Amnesty Italia, postando una foto di Zaki con il portavoce Riccardo Noury.

<blockquote class=”twitter-tweet”><p lang=”it” dir=”ltr”>Un abbraccio che aspettavamo da tre anni! <a href=”https://t.co/2Wy1Eu5HWt”>pic.twitter.com/2Wy1Eu5HWt</a></p>&mdash; Amnesty Italia (@amnestyitalia) <a href=”https://twitter.com/amnestyitalia/status/1683197839218814977?ref_src=twsrc%5Etfw”>July 23, 2023</a></blockquote> <script async src=”https://platform.twitter.com/widgets.js” charset=”utf-8″></script>