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Von der Leyen: “Guerra in Iran costa all’Ue 500 milioni al giorno per l’energia”

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(Adnkronos) – "Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo, a due mesi dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Ribadendo l'impegno Ue per la fine della guerra, la piena riapertura dello Stretto di Hormuz e un accordo di pace che includa il nucleare iraniano, la leader dell'esecutivo Ue sottolinea che per l'Ue il conflitto rappresenta la "seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni".  "La lezione dovrebbe essere chiara per tutti: in un mondo turbolento come il nostro, non possiamo semplicemente essere eccessivamente dipendenti dall'energia importata", prosegue von der Leyen, sottolineando che nei primi 60 giorni di conflitto l'Ue ha speso 27 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. "Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno. La strada da percorrere è quindi ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita, a buon mercato e prodotta in casa. Dalle rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", aggiunge. La leader della Commissione europea sottlinea che già oggi i Paesi membri con una quota maggiore di fonti a basse emissioni nel proprio mix energetico sono meno colpiti dalla crisi. "In un Paese come la Svezia, quando il prezzo del gas aumenta di 1 euro per megawattora (MWh), la bolletta elettrica aumenta solo di 0,04 euro per MWh, perché quasi tutta l'elettricità svedese proviene da rinnovabili e nucleare. È così che ci isoliamo dagli shock futuri, ed è questa la strada verso un'Europa indipendente", rileva. Von der Leyen riconosce come ogni Paese Ue abbia un mix energetico diverso, motivo per cui la serie di misure presentate la settimana scorsa "possono essere combinate in modo diverso nelle varie parti dell'Unione". Si tratta di azioni da intraprendere in tre ambiti, ricorda, a partire da un maggiore coordinamento a livello europeo, per esempio nel riempimento degli stoccaggi nazionali di gas e le riserve di carburante, specie quello per aerei e il gasolio. "Possiamo essere molto più efficaci se coordiniamo il rilascio delle scorte petrolifere e ci assicuriamo che le raffinerie possano aumentare la produzione in tutta la nostra Unione". Il secondo ambito di intervento è la protezione di consumatori e le imprese con misure "mirate esclusivamente alle famiglie e alle industrie più vulnerabili, evitando di aumentare la domanda di gas e petrolio". Nel corso dell'ultima crisi, sottolinea, solo un quarto del sostegno d'emergenza era mirato in tal senso e sono stati spesi oltre 350 miliarid di euro in misure non mirate, con un "enorme impatto sulle finanze degli Stati membri" e un minamento della tutela nei confonti di chi più ne aveva bisogno. "Non ripetiamo lo stesso errore e concentriamo il nostro sostegno dove conta di più". "In terzo luogo, dobbiamo ridurre la domanda di energia modernizzando l'uso sistemico dell'energia. Nel breve termine, possiamo farlo attraverso una combinazione di efficienza energetica, elettrificazione e implementazione più rapida delle tecnologie digitali. Ma dobbiamo anche tenere a mente che, nel complesso, avremo bisogno di energia in abbondanza, soprattutto a causa della rapida espansione dei data center e dell'intelligenza artificiale", continua von der Leyen, sottolineando i progressi ottenuti dall'ultima crisi, quando il prezzo del gas determinava il prezzo dell'elettricità per il 70% del tempo contro il 30% odierno, motivo per cui sono stati evitati "gli enormi picchi di prezzo della crisi precedente. Ma l'elettricità rappresenta ancora meno di un quarto del nostro consumo finale di energia. Questo valore è molto inferiore a quello degli Usa o della Cina, e dovrà cambiare", conclude, riferendosi alle misure proposte per potenziare le reti elettriche europee. "In primavera, avevamo detto che avremmo erogato il prestito da 90 miliardi di euro, in un modo o nell'altro. Ora abbiamo mantenuto questa promessa", ha affermato inoltre von der Leyen nel suo intervento al Parlamento europeo, riferendosi allo sblocco ungherese del prestito per l'Ucraina, di cui la prima tranche da 45 miliardi verrà erogata già nel corso del trimestre corrente, come spiega. "Il nostro messaggio è chiaro: continueremo a sostenere il coraggioso popolo ucraino e le sue forze armate", aggiunge. "Mentre la Russia intensifica la sua aggressione, l'Europa intensifica il proprio sostegno all'Ucraina", prosegue von der Leyen, ricordando che lo stesso giorno dello sblocco è stato adottato anche il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. "E sì, le sanzioni hanno un effetto mordente sull'economia russa. Con l'inflazione in aumento e i tassi di interesse alle stelle, le conseguenze della guerra scelta dalla Russia vengono pagate di tasca propria dai cittadini. Tanto che il Cremlino risponde nel suo solito modo, limitando internet e la libera comunicazione. Tanto che i russi sentono di vivere di nuovo dietro una Cortina di Ferro, una Cortina di Ferro digitale. Ma se la storia ha una lezione da insegnare, è che tutti i muri alla fine cadono", conclude. 
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