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Viviana Parisi, Mastronardi: “Forse temeva le togliessero Gioele”

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Roma, 28 ago. (Adnkronos) – “Abbiamo tre cose da considerare in questa storia: se dall’esame necroscopico, lì dove sarà possibile, compare quello che viene chiamato l’abbraccio mortale (bimbo soffocato per abnorme abbraccio), che ci auguriamo non sia l’ipotesi quella conclusiva, allora sicuramente possiamo tornare alla prima tesi, cioè che il bimbo sia stato ucciso dalla propria madre per ragioni di psicosi, paranoia o magari per una inidonea gestione dei farmaci che gli erano stati dati e che non si è capito ancora se abbia continuato a prenderli o ne abbia presi troppi”. Inizia così il criminologo Vincenzo Mastronardi, che parlando con l’Adnkronos ha provato a ricostruire i tasselli del puzzle sempre più intricato sul giallo di Caronia. “La seconda ipotesi è che il bimbo, magari spaventato dopo l’incidente e dal comportamento della madre – continua – che lo portava fuori dalla carreggiata, sia sfuggito, correndo, e lei dopo averlo chiamato, ha cercato di arrampicarsi in una zona alta. Terza ipotesi è, infine, che la madre abbia per un suo scompenso corso verso una direzione qualunque, lontano dagli esseri umani considerati come nocivi. Il bambino è scappato con lei e quando ha provato a rintracciarlo, sono stati aggrediti da un branco di animali. Indicativo anche che la donna non abbia portato con sé il cellulare. Non è escluso che temesse che l’eventualità che avrebbero potuto toglierle il figlio per la sua malattia mentale – ipotizza il criminologo – basterebbe anche una frase detta in modo pseudo-terapeutico dai medici che gli avevano somministrato i farmaci a Barcellona Pozzo di Gotto dove era andata a farsi curare, anche solo un ‘Mi raccomando, si curi altrimenti potrebbero portarle via il bambino'”.

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