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Vino: Unicredit-Nomisma, Veneto, Toscana, Trentino A.Adige, le più competitive

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Verona, 10 apr. (Adnkronos) – Sei regioni italiane si collocano ai vertici della graduatoria per competitività della filiera vitivinicola italiana e sono: Veneto, Toscana e Trentino Alto Adige, Piemonte, Sicilia ed Emilia Romagna. E’ quanto emerge da un’analisi Nomisma-Unicredit presentata a Vinitaly basata su oltre 60 indicatori (produttivi, strutturali, economici e di mercato) necessari alla formulazione dello scoring. Nell’ordine, rispetto ad uno scoring di competitività della filiera vitivinicola italiana pari a 68, il Veneto al primo posto (89), a seguire Toscana e Trentino Alto Adige (77), Piemonte (72), Sicilia (69) ed Emilia Romagna (68, valore analogo alla media nazionale).

Più nel dettaglio si può rilevare che, se il Veneto primeggia nelle dimensioni strutturali e produttive (prima regione per estensione del vigneto, produzione di vino, numero di viticoltori) oltre che nel contributo al fatturato complessivo del settore (36%), la Toscana presenta la percentuale di valore aggiunto su fatturato più alta (31%) tra le regioni, indicatore che esprime una maggior integrazione verticale delle imprese vinicole (produzione sia di uva che di vino).

Ancora, rispetto ai modelli imprenditoriali ed organizzativi, l’Emilia Romagna esprime il fatturato medio per cooperativa vinicola più elevato (circa 37 Milioni di euro per cooperativa) mentre va alle Marche il primato per le aziende viticole specializzate con l’estensione media più rilevante (17 ettari di vigneto) e restando in ambito agricolo, Veneto e Liguria rappresentano invece le regioni con l’incidenza più alta di aziende viticole condotte da giovani (rispettivamente 17% e 13% del totale).

Le regioni dell’arco alpino (Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Piemonte) sono quelle con la percentuale più alta di produzione di vini Dop sul totale regionale (oltre l’80%), mentre spetta a Calabria e Marche l’incidenza più elevata del vigneto bio su quello regionale (39% e 36%).

Sul fronte delle performance di mercato, il Veneto si conferma prima regione esportatrice con 2,5 miliardi di euro di vino venduto all’estero (il 35% del totale Italia), ma sono Lazio e Puglia (tra le regioni con almeno 50 Milioni di valore all’export) a registrare l’incremento più significativo nel corso degli ultimi cinque anni (rispettivamente +53% e +46%).

Nel mercato nazionale, invece, la Toscana primeggia per incidenza nelle vendite di vini fermi Dop in Gdo (16% del valore totale) anche se è la Valle d’Aosta ad evidenziare il prezzo medio più elevato a scaffale (12,3 euro/litro contro una media nazionale di 5,65 euro). L’evento di oggi ha visto l’intervento introduttivo di Niccolò Ubertalli (Responsabile UniCredit Italia) e la presentazione dello studio a cura di Denis Pantini (responsabile Agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma); sono poi seguiti due momenti di confronto, il primo dedicato al ruolo delle istituzioni, con la partecipazione di Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna, Luca Zaia presidente Regione Veneto e Paolo De Castro europarlamentare e presidente Comitato Scientifico di Nomisma, e il secondo animato direttamente da protagonisti del comparto vinicolo italiano Luca Giavi, direttore Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, Alberto Tasca, ad Tasca d’Almerita, Sandro Cavicchioli (Cantine Riunite & Civ e Francesca Poggio (Il Poggio di Gavi).

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