Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale-Cubetti di ghiaccio nel WC: il trucco virale funziona davvero? Cosa dice la fisica-Ciclovia del Trasimeno: perché è la più bella d'Italia del 2026 (e come arrivarci)-Prezzi benzina e diesel oggi 22 giugno 2026: tredicesimo giorno consecutivo di calo alla pompa-Insonnia in estate: 7 consigli utili (e basati sulla scienza) per riuscire a dormire-Il fungo mangia plastica: cosa fa davvero la Pestalotiopsis microspora (e cosa no)-Dai rifiuti del mare a risorse industriali: come la blue economy trasforma reti e plastica in materia prima-Frutta congelata d'estate: 7 idee creative e rinfrescanti (in sicurezza) per bambini, animali e antispreco-Solstizio d'estate: perché il giorno più lungo non ha né l'alba più presto né il tramonto più tardi-La "pecora foglia": il mollusco marino che ruba la fotosintesi alle alghe-Caramelle gommose al nopal: il progetto di due studentesse cilene che vola al mondiale scientifico-La turbina eolica sferica porta l'eolico in città: O-Wind-Sugarcrete: quando lo scarto della canna da zucchero diventa un mattone-Prezzi benzina e diesel ancora in discesa: la rilevazione di oggi

Veterinaria: ‘Antibiotici bovini non arrivano in piatto’

Condividi questo articolo:

Roma, 2 mag. – (Adnkronos) – “C’è questa credenza popolare secondo cui gli antibiotici usati nella cura dei bovini da allevamento arriverebbero nel nostro piatto, ma non è così: prima che diventi cibo o produca cibo, si dà sempre all’animale il tempo di smaltire il farmaco”. Così Maria Caramelli, veterinaria dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta, ha commentato uno dei risultati di un sondaggio realizzato da Aisa – Federchimica, Associazione nazionale imprese salute animale, secondo cui il 55% degli intervistati dichiara che per migliorare il benessere degli animali occorre diminuire l’uso di antibiotici.

“Forse in passato ci sono stati abusi ed era certamente sbagliato, perché dare ogni giorno un antibiotico significa favorire negli animali la resistenza agli antibiotici da parte dei batteri, ma noi oggi diamo il farmaco solo quando ce n’è realmente bisogno, la zootecnia ha ridotto di molto l’uso di antibiotici”, ha spiegato Caramelli.

“Inoltre — ha concluso l’esperta — è importante sapere che l’Italia è stato il primo Paese al mondo a introdurre la gestione elettronica del farmaco veterinario, dotandosi della ricetta elettronica per prescrivere un antibiotico, permettendone la rintracciabilità e garantendo il controllo degli abusi”.

I commenti sono chiusi.