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Venditti, il concerto di Bob Marley e il viaggio: ‘Piero e Cinzia’ è nata così 45 anni fa

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(Adnkronos) – A 45 anni esatti dal mitico concerto di Bob Marley del 27 giugno 1980 a San Siro, non si può non raccontare la storia che lega Antonello Venditti a quel momento, e alla canzone 'Piero e Cinzia' dedicata a due ragazzi romani che erano andati insieme a Milano per vedere il re del reggae e invece sono tornati separati, con Piero in auto con Venditti, in lacrime per aver rovinato tutto con Cinzia, anzi Cinthia col 'th'.  La loro storia l’ha svelata Venditti un anno fa, durante il suo live a Caracalla in cui c’era anche l’Adnkronos: "E' stata la prima volta che per un concerto si mosse tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia, per vedere questo fenomeno. Io per caso andai a dormire la sera prima nello stesso albergo in cui stava Bob Marley. A un certo punto prendo l’ascensore e insieme a me sale proprio Bob Marley. Io resto paralizzato e mi scordo di premere il mio piano, così finisco insieme a lui al Roof Garden, dove era in programma la sua conferenza stampa. Si apre la porta ed esco io prima di lui. Stordito dall’averlo incontrato, mi ero dimenticato che in quel momento io ero Venditti e probabilmente ero più famoso di lui. Così quando sbuco dall’ascensore, i giornalisti presenti partono con un applauso, e Bob aveva lo sguardo di uno che pensa ‘ma questo chi c***o è?”.  I due poi chiacchierano, parlano di calcio, e il rapporto finisce lì. Il giorno dopo, prosegue Venditti nel racconto, "il concerto è meraviglioso, era una giornata torrida, non si sentiva nulla, ma tutti avevamo le vertigini, vedevamo cose che non c’erano, diciamo che c’era un’arietta carica, un po’…disturbata. C’è gente che secondo me è rimasta lì tutta la notte. Il giorno dopo salgo a bordo della mia Saab nera turbo, conosciuta in tutta Italia (ero un gran truccatore di macchine) e mi metto in marcia verso Roma. Al casello di Melegnano c’era una fila di autostoppisti che non finiva più, tutti che cercavano di tornare a casa. A un certo punto vedo uno uguale a Bob Marley, con le treccine rasta e tutto il resto. Eri davvero tu, Bob? Eri ridotto così male, forse non ti hanno pagato? Questo mi si butta sulla macchina e neanche ho aperto lo sportello che inizia a piangere come un vitello. Anche lui andava a Roma. Si chiamava Piero e stava cercando disperatamente la sua fidanzata, Cinzia".  La canzone che poi gli dedicherà fa così: "Piero suonava solo la musica reggae/ E i suoi capelli erano serpenti neri di medusa molli/ Sposati di fretta e con figlio in arrivo/ Un figlio nuovo di zecca da crescere bene/ Partirono insieme, destinazione San Siro/ Con tutto quello che avevano in tasca, un indirizzo sicuro".  Peccato che, continua Venditti nel suo racconto, questo indirizzo era di un'amica di Piero. Che non era solo un’amica: Piero aveva fatto la ca**ata di portare la fidanzata a dormire dall’amante, per risparmiare qualche lira. E Cinzia a casa di questa ragazza scopre un anellino. Che Cinzia aveva regalato a Piero e Piero aveva regalato a quest’altra. E quindi il giorno dopo, i due vanno al concerto insieme ma Cinzia in quel marasma di fumo, scompare. Piero la cerca in tutti gli ospedali, in tutte le caserme. Non aveva dormito un minuto, era uno straccio. Io lo deposito a Roma e la loro storia diventa una canzone: "Dai Cinzia, torna a casa".
 Il racconto non finisce qui: molti anni dopo Venditti è allo stadio, in Curva Sud, e gli si avvicina uno pelato, decisamente senza rasta: “Mi riconosci?”. Il cantautore risponde di no, e lui "So’ Piero". E gli racconta che poi aveva ritrovato Cinzia, si erano rimessi insieme, avevano una bambina, e le cose sembravano andare bene. “Penso: vedi, la canzone ha portato bene. E invece no: ancora anni dopo, su quell’infernale Facebook, mi scrive Piero. Stava in Brasile, aveva un’altra famiglia. E gli chiedo: ‘Cinzia dov’è?’ Lui non ne era sicuro, ‘mi dicono che sta a Macerata’, e allora io quando sono andato a suonare a Macerata ho chiesto se qualcuno conoscesse Cinzia. Mi hanno anche detto di sì, ma non sono mai riuscito a trovarla. Questa è la storia di Cinzia e Piero, ora che vi ho fatto due p*lle così posso finalmente cantarvela". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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