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Usa, Trump sfida giudici e posta video choc venezuelani deportati in Salvador

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(Adnkronos) – "Questi sono i mostri inviati nel nostro Paese da Joe Biden l'imbroglione e i democratici estremisti di sinistra". Così Donald Trump commenta il video choc che ha pubblicato questa notte su Truth che mostra l'arrivo, in un aeroporto in assetto di guerra, degli oltre 200 migranti venezuelani, ritenuti da Washington membri della gang Tren de Aragua, classificata come organizzazione terroristica, deportati nelle famigerate prigioni di massima sicurezza salvadoregne a seguito di un accordo con il presidente Nayib Bukele.  "Grazie al El Salvador e grazie in particolare al presidente Bukele che ha capito questa orribile situazione", scrive ancora Trump a commento del video, originariamente pubblicato dal presidente salvadoregno, che mostra questi uomini in catene, tutti costretti a camminare piegati, che vengono trascinati via dall'aereo da militari in tenuta da assalto. Il video continua con l'arrivo di decine di pulmann, e un massiccio dispiegamento di forze dell'ordine e militari, nel carcere di super sicurezza, dove i detenuti vengono fatti inginocchiare e vengono rasati.  Insomma, Trump ha scelto di pubblicizzare al massimo, a beneficio dei suoi sostenitori, questa che appare come una vera e propria deportazione, con cui sfida il giudice federale che sabato ha bloccato per due settimane l'applicazione del provvedimento, firmato in segreto venerdì, per invocare una legge di guerra del 18mo secolo per avere l'autorità di deportare in modo sommario i migranti venezuelani in quanto "nemici stranieri". Era dalla Seconda Guerra Mondiale che non veniva invocato l'Alien Enemies Act del 1798, applicato in tutto tre volte nella storia americana.  Nel bloccare l'applicazione della legge il giudice James Boasberg aveva anche ordinato che fossero fatti rientrare tutti gli aerei già partiti con a bordo i venezuelani da espellere. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha negato che sia stato violato questo ordine, sostenendo che al momento della sentenza del giudice federale i venezuelani erano stati "già rimossi dal territorio americano". Ma poi ha apertamente affermato che i giudici federali non avrebbero "nessuna giurisdizione" sul modo in cui il presidente gestisce la politica estera o il suo potere di espellere nemici stranieri.  "Un singolo giudice di una singola città non può controllare i movimenti di aereo pieno di terroristi stranieri che sono stati espulsi fisicamente dagli Usa", ha aggiunto, lasciando quindi intendere che vi fosse l'intenzione precisa di sfidare la sentenza.  Anche l'annuncio dell'arrivo dei venezuelani in Salvador sembra aver seguito un copione preciso, con Bukele, il controverso presidente che ama definirsi "il dittatore più cool del mondo", è stato il primo a dare l'annuncio dell'arrivo dei venezuelani, con un post con cui ha irriso anche alla sentenza del giudice: "Ops…troppo tardi". Poi sono arrivati i messaggi del segretario di Stato Marco Rubio e dell'attorney general Pam Bondi che celebravano lo "storico risultato", con la rimozione di "stranieri che con la guerriglia terrorizzavano gli americani" e infine il video choc postato da Trump.   —internazionale/[email protected] (Web Info)

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