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Ue: Gentiloni, ‘piani e tempi chiari, bisogna concentrarsi su 7-8 aree’

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Roma, 10 ago. (Adnkronos) – “C’è una grande occasione di provare a fare sul serio alcuni cambiamenti che ripetiamo come litanie da decenni. Quindi più che cento progetti per dare segnali a tutti, penso sia importante concentrarsi su sette o otto aree di intervento che trascinino il resto. Ma devono essere percorsi precisi con spese dettagliate, investimenti, regolamenti, risultati attesi, tempi previsti. Penso di essere tra i più consapevoli di quanto sia difficile, ma senza chiarezza e realismo sarà difficile assicurare il successo di Next Generation Eu”. Ad affermarlo, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, è il Commissario Europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni in merito alle misure da adottare in Italia per far fronte alle conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus.

L’Italia, sottolinea ancora Gentiloni, “è importante. Siamo fra i maggiori beneficiari nei programmi varati in queste settimane. Che il Recovery Plan abbia successo in Italia è un fattore chiave e anche qui credo che ci sia una rivincita europea. La scelta europeista è una carta d’identità di questo governo e penso che sarebbe utile rivendicarla come chiara scelta di campo. Chi fa l’europeista riluttante finisce per lasciar spazio ai nazionalisti, che su quel terreno sono sempre più competitivi. Sappiamo tutti che questo governo è nato in circostanze particolari, ma ora ha una gigantesca responsabilità politica: deve gestire una crisi acuta come mai nella storia repubblicana e ha a disposizione risorse come mai nella storia repubblicana”.

In merito alle misure del governo che negli ultimi sei mesi si sono attestate intorno ai 100 miliardi, Gentiloni sottolinea: “l’azione di emergenza era necessaria e le decisioni prese a Bruxelles l’hanno resa possibile. Dobbiamo anche essere consapevoli che nel 2020 l’Italia sta spendendo più di tutti, assieme alla Germania. Più di Francia e Spagna. Una cosa enorme visto il livello del debito. Ma attenzione: Next Generation Eu non è il secondo tempo di questa azione di pronto soccorso, magari finanziato da fondi europei. Queste spese straordinarie – rileva il Commissario Ue – vanno gestite con una logica che non è di emergenza e l’obiettivo non è tornare alla situazione pre Covid. Non facciamo una grande operazione per tornare alla normalità di prima e per l’Italia sarebbe doppiamente sbagliato. Il Recovery Fund avrà successo se trasformerà le nostre economie in senso più sostenibile, più inclusivo e le renderà più competitive. E per un Paese che aveva la crescita più bassa degli altri vale doppio, anche perché i sostegni ai redditi non possono durare all’infinito”.

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