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Ue: Confindustria con altri 4 Paesi, ‘Recovery Plan sia operativo senza altri ritardi’(2)

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(Adnkronos) – Le cinque Confindustrie europee rappresentano le imprese dei Paesi a cui saranno destinati circa i due terzi delle sovvenzioni del piano di fondi Recovery and Resilience Facility. Gli Stati membri, si legge nella missiva, devono “coinvolgere le parti sociali sia nell’elaborazione che nell’attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza e definire regole semplici e chiare per assicurarne un’effettiva operatività”. Per Business Europe, l’economia europea subirà un crollo pari al 7,3% del pil nel 2020 a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Nel corso delle ultime settimane, per effetto della seconda ondata, la situazione è ulteriormente peggiorata.

Sebbene i dati ufficiali mostrino solo lievi aumenti della disoccupazione, in realtà, secondo le stime, la diminuzione delle ore lavorate sarà equivalente a 18 milioni di posti di lavoro a tempo pieno nel terzo trimestre del 2020. Il percorso per tornare ai livelli di produzione pre-Covid, secondo gli industriali europei, sarà lungo e incerto. “Pertanto, è imperativo che i responsabili politici facciano quanto è in loro potere per sostenere i nostri sistemi economici. I cittadini e le imprese europee aspettano con ansia il via libera al Piano per la ripresa”, sottolineano le associazioni dei cinque Paesi Ue nella missiva ed esortano i leader Ue a “unire le forze e dispiegare tutte le energie per guardare in avanti e iniziare a ricostruire il nostro futuro”.

Una delle esigenze è avere un quadro coerente e flessibile sugli aiuti di Stato, con l’obiettivo di finanziare la ripresa a livello nazionale, che sia basato su “regole adattate e processi di notifica più brevi e agevoli per le misure che richiederanno un’autorizzazione preventiva da parte della Commissione europea. Le cinque associazioni industriali sottolineano la necessità che le riforme e gli investimenti facciano perno su priorità chiare, per poter rispondere adeguatamente agli ambiziosi obiettivi Ue in materia di protezione ambientale e innovazione digitale. “Ciò sarà possibile – si legge nella lettera – solo consentendo nuove forme di cooperazione pubblico-privato, finalizzate non solo a dare continuità alle riforme attuate, ma anche a generare investimenti produttivi. Sarà ugualmente fondamentale garantire sostegno adeguato a progetti ampi e integrati, per coprire l’intero ciclo dell’innovazione”

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