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Ucraina: Ue, ‘crimini di guerra ricordano quelli nei Balcani degli anni ’90’

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Bruxelles, 10 lug. (Adnkronos) – “Onoriamo per il 27° anno la memoria di tutte le vittime e di tutti i dispersi del genocidio di Srebrenica. Stiamo insieme, nel dolore, con i loro parenti e amici sopravvissuti al genocidio. Tuttavia, ancora oggi non possiamo dare per scontata la pace. L’aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l’Ucraina ha riportato una guerra brutale nel nostro continente. Le uccisioni di massa ei crimini di guerra cui assistiamo in Ucraina riportano alla mente vividi ricordi in coloro che sono stati testimoni della guerra nei Balcani occidentali negli anni ’90. È più che mai nostro dovere ricordare il genocidio di Srebrenica, come parte della nostra storia comune europea”. E’ il testo della dichiarazione congiunta dell’Alto rappresentante e vicepresidente della Ue Josep Borrell e del Commissario Olivér Várhelyi in occasione del 27° anniversario del genocidio di Srebrenica.

“Mentre vediamo la sicurezza e la stabilità dell’Europa e l’ordine internazionale basato su regole profondamente scossi – prosegue il comunicato – ci viene rammentata la necessità di alzarsi in piedi per difendere la pace, la dignità umana ei valori universali. L’Europa non ha dimenticato quanto accaduto a Srebrenica e la nostra stessa responsabilità per non essere stata in grado di prevenire e fermare il genocidio. A Srebrenica l’Europa ha fallito e ci troviamo di fronte alla nostra vergogna. In questi tempi pericolosi, desideriamo vedere la Bosnia-Erzegovina progredire nella riconciliazione, superare le eredità del passato e avanzare con decisione nel suo percorso di integrazione nell’Ue. I leader politici devono trasformare le parole in fatti: devono scegliere la verità, la giustizia e la cooperazione al posto della paura e dell’odio per superare le tragiche eredità del passato e costruire un futuro più luminoso e prospero per le prossime generazioni”.

“Non c’è posto in Europa per la negazione del genocidio, il revisionismo e la glorificazione dei criminali di guerra. Tutti i cittadini della Bosnia ed Erzegovina meritano una società in cui prevalgano il pluralismo, la giustizia e la dignità umana. L’Unione Europea è stata costruita come un progetto di pace comune e il futuro della Bosnia Erzegovina risiede nell’Unione Europea. Ciò tuttavia richiederà che tutti i leader del paese lavorino per mettere la pace, la riconciliazione, la comprensione reciproca e il dialogo in cima alla loro agenda e impegnarsi nell’agenda di riforma dell’UE”.