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Ucraina-Russia, “per gli Usa dilemma truppe nel Donbass: è invasione?”

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Washington, 22 feb. (Adnkronos/Washington Post) – Crisi Ucraina-Russia, la mossa di Vladimir Putin di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass ed ordinare l’ingresso di truppe, ha messo nelle ultime ore gli Stati Uniti di fronte al “non facile dilemma se questo costituisca o no invasione”. E’ quanto scrive oggi il Washington Post, notando che immediatamente dopo il discorso di Putin la Casa Bianca ha annunciato delle sanzioni, limitate agli investimenti nel Donbass, specificando che non si tratta di quelle severissime minacciate in caso di invasione.

L’incertezza riguardo alla risposta da dare alle azione della Russia sembra essere provocata intenzionalmente da Putin, spiega al Post Ian Bremmer. “Se io avessi consigliato Putin io gli avrei detto di fare questo perché ora abbiamo un problema” continua l’analisi del presidente di Eurasia Group, sottolineando che il presidente russo “non è entrato” completamente in Ucraina deliberatamente perché “l’intero obiettivo è non rendere facile la risposta dell’Occidente”.

Per la Casa Bianca, comunque, il discorso di ieri sera di Putin “è stato un discorso per giustificare al popolo russo la necessità di una guerra”, ha spiegato un funzionario dell’amministrazione, seguendo un copione che rappresenta la Russia come vittima di un’aggressione della Nato ed una presunta belligeranza ucraina.

“Nessuno deve confondere questo teatro con legittima leadership, Putin sta accelerando un conflitto che lui stesso ha creato”, ha concluso il funzionario che però non ha detto con chiarezza se l’invio da parte di Putin di quelle che ha definito truppe di peacekeeping nelle due repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk superi la linea rossa dell’invasione.

“La Russia ha occupato queste regioni sin dal 2014, ha sempre affermato che non vi sono forze russe presenti in questa zona del Donbass, ma sappiamo che la che situazione è molto diversa, ci sono forze russe in tutta l’area”, ha affermato. Un ragionamento poi confermato da un altro funzionario dell’amministrazione che ha chiaramente detto che la risposta immediata Usa sarebbe provocata da l’ingresso russo in territorio ucraino “non occupato sin dal 2014”.

Una visione non condivisa da tutti gli osservatori a Washington. “La Russia sta invadendo l’Ucraina in questo momento”, ha twittato Michael McFaul, ambasciatore in Russia ai tempi di Barack Obama, mentre Bremmer ha detto che ieri gli Stati Uniti hanno fatto marcia indietro rispetto a quello che hanno affermato per settimane, cioè “un militare, un tank, severe sanzioni”. “Ora lo hanno fatto e noi non siamo sicuri che gli alleati siano con noi completamente e questo è un problema – conclude – ed è per questo che Putin l’ha fatto, dal suo punto di vista è la giusta strategia”.

“MOSCA SEMPRE PRONTA A DIALOGARE CON USA” – Mosca, intanto, è sempre pronta a dialogare con Washington e la decisione di riconoscere l’indipendenza delle due repubbliche separatiste ucraine di Donetsk e Luhansk non modifica questa volontà. Lo ha riferito la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, intervenendo sul canale YouTube Solovyov Live, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. “Anche nei momenti più difficili siamo pronti per il negoziato”, ha detto, “siamo sempre a favore della diplomazia”, ha aggiunto.

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