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Ucraina, Russia: “Moratoria su missili a medio-corto raggio non vale più”. Witkoff domani a Mosca

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(Adnkronos) – Per Mosca niente più limiti sui missili a medio e corto raggio. La Russia non si considera infatti più vincolata da autolimitazioni per quanto riguarda il dispiegamento di questi missili, poiché "le condizioni per il rispetto della moratoria sono venute meno". Questo quanto ha annunciato dal ministero degli Esteri russo in una nota, riferendosi alla moratoria relativa al Trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) siglato a Washington l'8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov. Gli Stati Uniti hanno accusato più volte la Russia di violare l'accordo, e nell’autunno del 2018 il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro dal trattato.  Il ministero degli Esteri russo, si legge nella nota, ha quindi "preso atto di alcune misure adottate dall'Occidente nel campo della proliferazione" di tali missili e sottolinea che esse rappresentano "una minaccia diretta alla sicurezza" della Russia. La dichiarazione ha sottolineato che ciò richiede misure speciali da parte di Mosca. "Con i nostri ripetuti avvertimenti in merito ignorati e con la situazione che si sta evolvendo verso il dispiegamento di fatto di missili terrestri a medio e corto raggio di fabbricazione statunitense in Europa e nella regione Asia-Pacifico, il Ministero degli Esteri russo deve dichiarare che non sussistono più condizioni per il mantenimento di una moratoria unilaterale sul dispiegamento di armi simili, ed è inoltre autorizzato ad affermare che la Federazione Russa non si considera vincolata da autolimitazioni pertinenti approvate in precedenza", si legge nel comunicato, riportato dalla Tass. L'inviato del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff
, volerà intanto domani a Mosca per cercare di risolvere la situazione ucraina, ha riferito ieri la Tass, dopo che lo stesso Trump aveva anticipato che la missione si sarebbe tenuta in settimana. Il Cremlino, dal canto suo, non ha escluso un incontro tra Witkoff e il presidente russo Vladimir Putin. Rispondendo ai giornalisti sulla missione del suo inviato a Mosca, Trump ha detto che l'obiettivo è ''raggiungere un accordo per far sì che si smetta di uccidere la gente", per poi ribadire che – se la Russia non accetterà l'accordo per il cessate il fuoco con l'Ucraina – ''ci saranno sanzioni''. Ma, ha aggiunto, i russi ''come sapete sono molto astuti e sono abbastanza bravi ad aggirare sanzioni. Per cui vedremo cosa succederà''. Sarà "importante e utile" la visita dell'inviato americano, ha commentato quindi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel corso del suo briefing quotidiano con la stampa. "Siamo sempre lieti di vedere il signor Witkoff a Mosca e di essere in contatto con lui. Crediamo che questi contatti siano importanti, costruttivi e utili", ha dichiarato il portavoce, aggiungendo che un incontro tra l'inviato americano e Putin "non è escluso". Se la Russia non cambierà rotta entro l'8 agosto, entro venerdì, Kiev si aspetta quindi chevenga messa in moto "la logistica irreversibile" delle sanzioni secondarie sulle esportazioni di petrolio russo, ha commentato intanto Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in riferimento al nuovo ultimatum di Trump al leader russo Putin. "Dopodiché vedrà se questo contribuisce o meno a porre fine alla guerra – ha detto Podolyak in un'intervista al Guardian -. E in caso negativo si passerebbe al prossimo passo". Potrebbe trattarsi, ha affermato, di ulteriori sanzioni e di una crescente militarizzazione dell'Ucraina. "Trump ha già detto di essere pronto a vendere all'Europa tutte le armi che vogliono (per darle all'Ucraina). Prima non lo diceva – ha osservato ancora Podolyak – E' già una concezione diversa del mondo". A Kiev, scrive il Guardian, ci sono poche speranze di una svolta con la visita a Mosca dell'inviato Usa.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

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