Ucraina: Fontana, ‘noi leghisti amici della Russia? Dopo aggressione le cose cambiano’
Roma, 1 mar. (Adnkronos) – “Io sono allibito. Vladimir Putin è sempre stato un tattico molto acuto. Però, l’aggressione all’Ucraina è per me incomprensibile. Oltre che pericolosissima”. Lo dice al Corriere della Sera il vicesegretario della Lega e responsabile Esteri del partito Lorenzo Fontana, aggiungendo che “la Lega ha cercato di tenere dei rapporti normali. E del resto, non siamo mai stati soli. Francia e Germania hanno sempre intrattenuto rapporti abituali con la Russia, circa il 30% del gas europeo viene da là. L’ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder è stato tra gli artefici del gasdotto Nord stream, non certo la Lega. È chiaro che, dopo un’aggressione di questo tipo, le cose cambiano. È chiaro che un fatto del genere mette in pericolo la sicurezza dell’intera Europa. E del resto, un atto di questo genere crea un danno immenso anche alla Russia. Ripeto: non ho una spiegazione logica di quanto è accaduto”.
Fontana smentisce le accuse sull’ambiguità della Lega rispetto la propria posizione nei confronti della Russia: “Voteremo la mozione unitaria sia a Roma che a Bruxelles. Certo, ho sentito le parole in Italia di leader politici che sembrano non temere una guerra con la Russia. Spero che non partano le reazioni condizionate delle tifoserie anche in un frangente così grave: ne va di tante vite umane e ci farebbe entrare in gigantesche problematiche anche economiche. Nel momento in cui Paesi con posizioni peculiari come la Svezia o la Finlandia, o addirittura la Svizzera, fanno sentire con chiarezza la loro voce è giusto, anzi giustissimo dare il segno di un Paese unito, al governo come in Parlamento. L’obiettivo di tutti è quello di indurre la Russia alla trattativa ed evitare escalation. Nella consapevolezza che dei danni comunque ci saranno: è evidente che ci sarà un congelamento dei rapporti della Russia con il resto del mondo, il che spingerà Mosca a un avvicinamento alla Cina. È l’esatto contrario di una situazione win-win: tutti perdono. Sempre che non si arrivi a scenari ancora più pericolosi”.
“È finito il mondo che si era creato con la fine dell’Unione Sovietica – conclude l’ex ministro del Governo Conte – con il globalismo come futuro ineluttabile. E questo richiederebbe all’Italia di uscire dal suo torpore. Noi abbiamo appaltato alla Nato e all’Ue parti importanti delle nostre relazioni internazionali. Ricordo che la Russia non è soltanto in Ucraina, ma anche in Libia. Dove peraltro gioca un ruolo importante anche la Turchia. Dovremmo ripensare il nostro modello che, come vediamo, è ormai superato. Penso anche alla Cina. Si commercia, certo. Ma se un giorno dovesse succedere qualcosa? Dobbiamo trovarci a dipendere interamente, oltre che per l’energia, anche per chip che potenzialmente possono bloccare i nostri sistemi? A livello geopolitico, l’Ue conta poco. Contano gli Stati, ma non perché lo decide Fontana: Macron in questa trattativa conta perché è il presidente di turno, ma anche perché è francese. Non credo probabile che arriveremo a un esercito europeo. Ma se potenzieremo il nostro, renderemo un servizio all’Europa”.

I commenti sono chiusi.