**Ucraina: esposto Ass. Veneto-Russia contro dem D’Arienzo,’foga russofobica’**
Roma, 6 giu. (Adnkronos) – Un esposto contro il senatore Pd, Vincenzo D’Arienzo, in cui si chiede “alla magistratura veronese di verificare” se nelle dichiarazioni dell’esponente dem ” riferite all’attività a Verona di esponenti politici, gruppi ed associazioni filo russe, vi siano estremi di vari reati” in particolare la violazione delle legge Mancino. A presentare oggi l’esposto il presidente dell’Associazione Culturale Veneto Russia, Palmarino Zoccatelli, il Consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi, il Consigliere Comunale e candidato sindaco al Comune di Verona Alberto Zelger (ex Lega) e il coordinatore della lista ‘Verona per la Libertà’ Maurizio Cutolo (candidato al Consiglio Comunale scaligero alle prossime elezioni comunali del 12 giugno).
Hanno depositato “un esposto alla Procura della Repubblica -si legge in una nota- presso il Tribunale di Verona, contro il senatore del Partito Democratico, Vincenzo D’Arienzo. Nell’esposto si chiede alla magistratura veronese di verificare se nelle varie dichiarazioni pubbliche rese dal D’Arienzo, riportate da alcuni giornali locali nelle scorse settimane e riferite all’attività a Verona di esponenti politici, gruppi ed associazioni filo russe, vi siano estremi di vari reati”.
“In particolare i reati per violazione della legge 25/06/1993, n° 205 (cosiddetta Legge Mancino) che punisce l’incitamento all’odio e alla discriminazione per motivi etnici o nazionali; per violazione dell’art. 294 del codice penale, che punisce l’attentato ai diritti politici del cittadino; per violazione dell’art. 610 del codice penale, che punisce la violenza privata di chi vuole impedire, a chi ne ha diritto, di allestire banchetti in luoghi pubblici, promuovere incontri e conferenze ed eventualmente altri reati”.
“Nelle sue varie dichiarazioni pubbliche -si legge ancora nella nota- , la foga russofobica del senatore D’Arienzo, era giunta a chiedere l’esclusione dalla competizione elettorale di liste e candidati filo russi, per ‘mancanza delle caratteristiche morali per poter partecipare a una competizione ….’, o addirittura paventando il rischio che Verona fosse diventata uno ‘.. snodo di spionaggio russo in Italia..’ ‘..costituendo un pericolo per la sicurezza nazionale…’ e altre gravi affermazioni simili, lesive dell’onorabilità e dei diritti, costituzionalmente garantiti, delle persone, gruppi e associazioni da lui prese di mira. Ora auspichiamo che la magistratura verifichi con imparzialità e obiettività l’esposto presentato e chiami il senatore D’Arienzo a rispondere delle sue gravi affermazioni”.
