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Ucraina, 50 giorni di guerra: il ‘genocidio’ e l’ammiraglia della flotta russa ‘ferita’

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(Adnkronos) – “Genocidio”, dicono Volodymyr Zelensky e Joe Biden. “Crimini di guerra”, dice Emmanuel Macron. Sono passati 50 giorni da quando all’alba del 24 febbraio il presidente russo Vladimir Putin annunciava l’inizio in Ucraina di quella che considera un'”operazione militare speciale” ma che è un’invasione, con atrocità e orrori indicibili. Una guerra “non provocata” che ha fatto scattare sanzioni “senza precedenti” contro la Russia, che risponde con il “ricatto” sul gas in rubli, ma anche un conflitto che getta l’ombra della catastrofe alimentare in Medio Oriente e Nord Africa, mentre i venti della guerra soffiano sui costi del carburante. E la minaccia russa avvicina l’ingresso di Svezia e Finlandia.

Passati 50 giorni dall’inizio di quello che è stato il conflitto più annunciato, sarebbe “gravemente danneggiata” la Moskva, orgoglio della Flotta russa nel Mar Nero. Notizie contrastanti dai russi e dagli ucraini, come già accaduto per la strage alla stazione ferroviaria di Kramatorsk dello scorso 8 aprile. Per il ministero della Difesa di Mosca la Moskva è stata evacuata dopo un incendio a bordo e “rimane a galla”, mentre per gli ucraini è stata colpita in un attacco missilistico. Il Pentagono conferma “un’esplosione”,

Un’operazione rivendicata dagli ucraini che continuano a chiedere più armi per la loro “resistenza” per conto dell’Europa, che denunciano le atrocità di Bucha (un “falso” per Putin), mentre gli Stati Uniti mandano altri aiuti militari (un pacchetto da 800 milioni di dollari) che includono 11 elicotteri d’attacco Mi-17 e ‘droni kamikaze’ (300 Switchblade). Dopo 50 giorni di guerra Putin ha rivisto la sua strategia per concentrarsi sul tentativo di prendere il controllo del Donbass e di altre regioni dell’Ucraina orientale. Tutti evocano la data simbolo del 9 maggio, quando ogni anno in Russia si celebra la ‘Giornata della Vittoria’.

E per quell’obiettivo, forse, la Russia avrebbe riorganizzato il comando delle sue truppe in Ucraina, incaricando per le operazioni il generale Alexander Dvornikov, ‘veterano’ della Siria dove i russi sono stati cruciali per Bashar al-Assad nel conflitto esploso sulla scia della repressione delle proteste antigovernative del 2011. E l’Ucraina si prepara a un’escalation mentre, riporta la Cnn, immagini satellitari mostrano un crescente numero di truppe russe e mezzi che si riversano nell’est dell’Ucraina.

La guerra ha già messo in fuga più di 4,6 milioni di ucraini e, secondo Kiev, ha fatto almeno 197 morti tra i bambini. L’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani registra 1.964 civili morti in Ucraina dal 24 febbraio scorso (compresi 72 bambini, 34 ragazze e 55 ragazzi) e almeno 2.613.

La Turchia conferma di lavorare per organizzare un incontro tra Putin e Zelensky, intanto Mariupol assicura che continua a resistere e bolla come falsità le notizie di Mosca sulla conquista del porto e la resa di oltre mille soldati. “Era, è e continuerà a essere una città ucraina”, ha promesso stamani intervenendo su Ard il sindaco della città martire dell’Ucraina sudorientale, Vadym Boichenko.

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