Twitter: Gasparri, ‘attaccato ma mie denunce senza seguito’

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Roma, 12 gen. (Adnkronos) – “Ci sono certi soloni alla Beppe Severgnini che lodano le censure di Amazon, Twitter e Facebook, i padroni della rete, protagonisti di gravissimi casi di elusione fiscale, che fanno i moralisti con i soldi altrui e in realtà sfuggono alle leggi in tutto il pianeta nel silenzio di troppi. Si riferiscono, ovviamente, al caso Trump ma abbiamo visto che in Italia queste misure stanno colpendo anche una testata come ‘Libero’, colpevole soltanto di non essere allineata al potere e ai luoghi comuni della sinistra. I censori avrebbero ragione se questo potere di intervento fosse esercitato dai padroni della rete in maniera imparziale”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

“Sono testimone ad esempio -racconta- che invece tante denunce fatte per gravi minacce ricevute in rete, anche con nomi e cognomi espliciti talvolta e non nascoste dietro ad un anonimato, non hanno avuto alcun seguito. Né da parte dei signori della rete né da parte della magistratura. Ho deciso infatti di denunciare il sostituto procuratore Albamonte che ha archiviato mie circostanziate e precise denunce. Perché dove non arrivano i padroni della rete nelle loro scelte discutibili ci pensano altri. A Roma la Procura della Repubblica, sia nel tempo di Pignatone che attualmente, si rende protagonista di scelte singolari. Ribadisco che il magistrato Albamonte non ha voluto perseguire casi specifici che ho denunciato più volte presso la Questura di Roma, rendendosi responsabile di una grave omissione della quale dovrebbe rispondere davanti ai suoi colleghi, che ovviamente non gli faranno nulla. Ciò nonostante lo denuncerò”.

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