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Tv: Sky Tg24, domani per il ciclo di interviste Stories ‘Coma_cose – Nostralgia’

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Roma, 27 apr. (Adnkronos) – “Quando abbiamo scritto il disco eravamo a caccia di vita, però non si poteva, eravamo chiusi in casa, quindi siamo andati a scavare nella memoria, nella vita passata, abbiamo colto l’occasione per farci dell’analisi di un po’ tutto il nostro passato. Se vai a scavare la nostalgia la trovi, fa parte della vita di tutti. È stato il modo per riguardarsi con gli occhi di oggi e magari perdonarsi un po’. Nostralgia è una parola che avevo per una canzone, come autore, sette o otto anni fa. Era lì nel cassetto ed era giusta da usare e l’ho tirata fuori”. Francesca e Fausto, alias i Coma_Cose, spiegano così la genesi del nuovo disco, ‘Nostralgia’, scritto durante il lockdown e uscito il 16 aprile, dopo il grande successo della canzone sanremese – già disco d’oro – ‘Fiamme negli Occhi’. Il duo si racconta al vicedirettore di Sky Tg24 Omar Schillaci in ‘Coma_Cose – Nostralgia’, il nuovo appuntamento di Stories, il ciclo di interviste dedicate al mondo dello spettacolo di Sky Tg24, in onda domani alle 21 su Sky TG24, anche su Sky Arte sabato 1° maggio alle 12.05 e disponibile On Demand.

“L’intervista è un viaggio nella musica, nei ricordi e nella vita dei Coma_Cose, in un racconto sospeso tra nostalgia e riscatto. Della Nostalgia abbiamo messo nel disco una definizione quasi accademica – ha spiegato Fausto -, abbiamo un po’ giocato con le definizioni ‘alla Treccani’ e le abbiamo reinventate in modo poetico, la nostalgia è anche il dolore di perdere qualcosa che non c’è più, gli anni dell’adolescenza e della spensieratezza. Non ritornano più, però bisogna farne tesoro per capire quando si è adulti perché caratterialmente si è così”.

“Il nuovo album si compone di sei pezzi “son pochi – ha proseguito Fausto -, ma ci sono due motivi. Il primo è etico, ci sono venute queste canzoni qua e ne abbiamo buttate via almeno altre dieci, è una sorta di onestà intellettuale. Ci sentivamo che solo quelle canzoni avessero senso in questo concept. Di più sarebbe stato superfluo – -è intervenuta Francesca – , non ce la sentivamo di aggiungere niente. Quando abbiamo deciso così – ha concluso Fausto – ci siamo fatti anche noi la paranoia che fosse corto, ma poi ci siamo detti anche che tutto il mondo della musica cambia, è cambiato lo streaming, la fruizione, i dischi fanno fatica ad essere fruiti nella loro interezza, perché non si può chiamare disco un disco di sei tracce? È un po’ andare oltre qualcosa che è catalogato così, in fin dei conti siamo nell’epoca della rivoluzione di certi cliché. Magari è un primo passo e altri artisti ci seguiranno, magari il prossimo album lo faremo di venti tracce. Però… chi se ne frega delle definizioni!”.

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