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**Tv: 30 anni fa ultima puntata di ‘Dallas’, sesso, intrighi e potere per la serie dei record**

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Roma, 30 apr. (Adnkronos) – Il 3 maggio 1991, esattamente trent’anni fa, dopo 14 stagioni e 357 episodi veniva trasmessa negli Usa l’ultima puntata di ‘Dallas’. Cedeva così lo scettro la regina delle soap, una delle più famose e viste della storia, trasmessa in oltre 90 nazioni, che detiene ancora il record dell’episodio più visto nel mondo, ‘Chi ha sparato a J.R.?’, con 360 milioni di telespettatori. Numeri impressionanti, forse irripetibili. “Eravamo tutti rapiti, affascinati da questa serie, una delle prime che raggiunse un’importanza planetaria – spiega Maurizio Costanzo all’Adnkronos – Erano soap pazzesche, erano le prime storie raccontate in tv. Poi dopo hanno raccontato tutto”.

Prodotta dalla Cbs statunitense dal 1978 al 1991, ‘Dallas’ è stata trasmessa in Italia dal 4 febbraio al 29 aprile 1981 su Rai Uno. Pochi mesi dopo, venne acquistata e mandata in onda da Canale 5, che ne ha fatto una delle punte di diamante nelle guerre degli ascolti degli anni Ottanta, per poi approdare, sugli episodi finali, a Retequattro. Intrighi, sesso, ricchezza, potere, intrecci familiari tra divorzi e figli illegittimi, fanno da sfondo alla rivalità tra la famiglia Ewing e la famiglia Burnes, che si sfidano in lotte senza esclusione di colpi per il potere. I personaggi sono iconici: il cattivo J.R. Ewing e la moglie Sue Ellen, il fratello buono Bobby e la moglie Pamela, volti e voci che ancora oggi sono impressi nella memoria e spesso utilizzati come riferimenti che raffigurano stereotipi dell’essere umano.

“I motivi del successo sono presto detti – spiega Costanzo – Tutti abbiamo cercato un J.R. nelle nostre conoscenze. Dentro questa soap, c’erano i prototipi del cattivo, del buono, della vittima, il riscatto, la caduta. C’era la vita. Le soap sono pezzi di vita romanzata, e anche se agli intellettuali fanno schifo, la gente ci si rivede, alle persone piacciono ed è per questo che hanno un enorme successo”.

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