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Turismo, Csel: il covid dimezza incassi della tassa di soggiorno nel 202

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Roma, 19 giu. (Adnkronos) – La tassa di soggiorno, che ogni turista paga quando va in vacanza e che viene incassata dai comuni, è stata tra le imposte locali più colpite dalle restrizioni dovute al covid che hanno fortemente limitato gli spostamenti all’interno del Paese, tra zone rosse e quarantene, con effetti che si sono fatti sentire sia per gli operatori del comparto turistico che per la Pubblica amministrazione. Ma quanto ha inciso l’effetto pandemia sulle entrate derivanti dalle imposte di soggiorno? A misurarlo è il Centro Studi Enti Locali (Csel) che ha analizzato l’andamento del gettito di questa imposta locale negli anni 2019, 2020 e 2021, in un rapporto elaborato per l’Adnkronos. La ricerca, basata sui dati contenuti nella banca-dati “Siope+”, ha messo in evidenza un crollo verticale del livello di incasso del prelievo tra il 2019, ultimo anno pre-Covid e il 2020. Gli incassi derivanti dall’imposta di soggiorno sono passati dai 454 milioni del 2019 ai 232 del 2020 (-49%).

Nel 2019 i record di incassi sono stati Milano, con oltre 50 milioni, Firenze (41,3 milioni), Venezia (37,7 milioni), Napoli (11,4 milioni), Rimini (9,7 milioni), Bologna (9,6 milioni), Torino (8,1 milioni), Sorrento (6,3 milioni), Verona (6 milioni) e Jesolo (5,1 milioni). Questi 10 Comuni da soli detengono il 40,89% di tutti gli incassi complessivi registrati.

Nel 2020 la classifica delle città che hanno avuto incassi più alti (ad eccezione della Capitale che applica il contributo di soggiorno) vede un podio invariato, seppure con importi molto più modesti. In testa Milano, con 21,6 milioni, seguita da Firenze (15 milioni) e Venezia (14,4). A seguire: Rimini (5,9 milioni), Bologna (4,5), Napoli (4,2), Torino (3,2), Jesolo (circa 3 milioni) e Riccione, con 2,8 milioni. Rispetto al 2019 dunque, il Comune di Milano ha perso circa 29 milioni di euro di incassi, Firenze 26 milioni, Venezia 23 milioni.

Guardando alla ripartizione territoriale di queste somme, il primato nella riscossione dell’imposta spetta all’Italia nord-orientale, seguita dai Comuni dislocati nell’Italia nord-occidentale, Italia Centrale, Meridionale e infine nell’Italia Insulare. Complessivamente, il 60,86% del gettito complessivo è appannaggio di Comuni del nord Italia. Considerazioni confermate anche dalla suddivisione del gettito per Regioni, che vede al primo posto il Veneto, con oltre 84 milioni di euro incassati nel 2019, seguito da Toscana (70,3 milioni) e Lombardia (69,8 milioni). Queste tre regioni, da sole, incassano il 49,52% del gettito complessivo.

Inoltre, nel confronto tra 2019 e 2020, le città d’arte sono state quelle maggiormente colpite. Siena ha registrano un -78,97%, Torino -59,66% e Matera -35,26%. Tra le località di montagna ha avuto la peggio Cortina con -72,06%, mentre le località di mare hanno avuto un minore impatto negativo, il migliore è San Vincenzo che ha sostanzialmente contenuto le perdite (-2,44%). A metterlo in evidenza è un rapporto elaborato dallo Centro Studi Enti Locali (Csel) per l’Adnkronos che per osservare nel dettaglio l’impatto pandemico nelle diverse tipologie di città italiane, ha analizzato gli scostamenti in 3 località d’arte, 3 località marittime e 3 località di montagna: Località d’Arte: Torino, Siena, Matera, Località marittime: Jesolo (Ve), San Vincenzo (Li), Vieste (Fg); Località di montagna: Cortina d’Ampezzo (Bl), Corvara in Badia (Bz), Courmayeur (Ao).