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Tre attivisti italiani feriti da coloni in Cisgiordania. Netanyahu chiede la grazia a Herzog

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(Adnkronos) –
Quattro attivisti stranieri – tre italiani e un canadese – sono stati feriti in un attacco da parte di coloni israeliani a Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, in Cisgiordania.  
Nessuno dei tre italiani è in gravi condizioni, precisano all'Adnkronos fonti sul terreno informate confermando le indicazioni fornite dal ministro degli Esteri Tajani. La Farnesinaha confermato la notizia e ha fatto sapere inoltre che i connazionali sono stati trasferiti questa mattina presso l'ospedale di Gerico, dove sono stati visitati dai medici e assistiti dalle autorità palestinesi. Ancora sotto choc per l'accaduto, sono stati dimessi. "Il Consolato generale a Gerusalemme ha seguito la vicenda ed è in contatto con le autorità palestinesi e con i connazionali. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sta seguendo l'accaduto in costante contatto con il Console generale". Gli assalitori, una decina e con il volto coperto, hanno fatto irruzione all'alba nella casa in cui si trovavano gli attivisti, li hanno aggrediti e hanno portato via i loro passaporti e telefonini ha fatto sapere l'agenzia Wafa.  "Ho appena parlato con il console d'Italia a Gerusalemme, mi ha aggiornato sulla situazione. Mi ha detto che" gli italiani "sono feriti ma non sono gravi, stanno rientrando a Ramallah e quindi dovrebbero essere raggiungibili nel pomeriggio. Cercherò di parlare con loro nel pomeriggio", ha detto Tajani a margine dell'assemblea nazionale di Noi Moderati. "Detto questo, non possiamo che ribadire la condanna per ciò che accade: proprio l'altro giorno avevamo diffuso una nota congiunta Italia-Francia-Germania-Gran Bretagna di condanna di ciò che stanno facendo i coloni in Cisgiordania", ha rimarcato il segretario di Forza Italia.  Intanto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato una richiesta formale di grazia al capo dello Stato Isaac Herzog. Lo riporta News of Israel citando fonti della presidenza. La richiesta sarebbe contenuta in un documento di 111 pagine inviato dell'avvocato di Netanyahu, Amit Hadad, e in una lettera firmata dallo stesso Netanyahu. L'ufficio di Herzog pubblica il testo completo della richiesta. "Accettare questa richiesta consentirà al primo ministro di dedicare tutto il suo tempo, le sue capacità e le sue energie a fare progredire Israele in questi tempi critici", scrive Hadad. "Inoltre, accogliere la richiesta contribuirà a ricomporre le fratture tra i diversi settori dell'opinione pubblica, aprendo la strada a un allentamento delle tensioni, il tutto allo scopo di rafforzare la resilienza nazionale del Paese".  Secondo l'ufficio di Herzog, Hadad ha presentato la richiesta al Dipartimento legale della Residenza del presidente. Il Dipartimento per le Grazie del ministero della Giustizia "raccoglierà i pareri di tutte le autorità competenti del Ministero", afferma l'ufficio di Herzog, quindi invierà le proprie raccomandazioni al consulente legale del presidente. "L'ufficio del presidente è consapevole che si tratta di una richiesta straordinaria che comporta implicazioni significative", afferma l'ufficio del presidente in una nota. "Dopo aver ricevuto tutti i pareri pertinenti, il presidente prenderà in considerazione la richiesta con responsabilità e sincerità". Il presidente dello Stato di Israele può concedere la grazia a coloro che sono stati condannati in tribunale e, in rarissimi casi, anche prima della conclusione del procedimento giudiziario, se ritenuto nell'interesse pubblico. In una serie di casi Netanyahu è accusato di corruzione, frode e abuso di fiducia: il processo è iniziato nel 2020 ma la sua fine appare ancora lontana. All'inizio di questo mese, Netanyahu aveva insistito sul fatto che non avrebbe chiesto la grazia nel suo processo per corruzione perché ciò avrebbe significato ammettere la propria colpevolezza. Un perdono presidenziale e' stato peraltro chiesto a Herzog anche dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le forze israeliane hanno reso noto di aver ucciso quattro 'operativi' mentre cercavano di uscire da tunnel nel sud della Striscia di Gaza, a est di Rafah. Decine di operativi di Hamas sono ancora intrappolati nei tunnel. Fra le vittime ci sarebbero il comandante del battaglione per Rafah est e il suo vice.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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