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Tlc: l’esperto Genna, ‘no a rete unica, Governo Draghi dovrà rivedere tema’

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Roma, 6 feb. (Adnkronos) – “Non sono favorevole alla rete unica. La concorrenza tra Tim e Open Fiber ha funzionato bene, gli investimenti nelle infrastrutture ad alta velocità sono aumentati, da tutte e due le parti. La stessa Tim ha annunciato un investimento di fibra su tutta quella che chiamano la ‘rete secondaria’, cioè il segmento finale della rete che entra direttamente a casa degli italiani. Non vedo il motivo per cui debba funzionare meglio unendo Tim e Open Fiber”. Ad affermarlo è Innocenzo Genna, giurista ed esperto di digitale, in un’intervista a ‘Il Giornale d’Italia’.

“Un’operazione di questo tipo – sottolinea – stravolge il settore per un anno, un anno e mezzo e questo può pregiudicare gli investimenti. Senza la concorrenza poi non è detto che il soggetto che esce fuori e cioè la rete unica, abbia tutto questo interesse a investire quando non ha più una concorrenza esterna. Da Bruxelles hanno fatto capire chiaramente (dichiarazioni della Vestager) che la Rete Unica non potrebbe essere controllata Tim. Il Governo su questo non si è mosso in maniera chiara, ci sono posizioni ambigue. Immagino che su questo punto il Governo Draghi farà chiarezza”.

“Non posso assicurarlo, ma se Draghi prenderà atto che vi è ancora una forte volontà politica verso questa operazione – rileva Genna – potrebbe farla, ma seguendo esattamente le regole che sono già state annunciate da Bruxelles, cioè che questa società della Rete Unica dovrà essere neutrale e non controllata da Tim, che dovrà scendere al 30% o anche meno. Personalmente penso che il sistema attuale di concorrenza tra due operatori sia la cosa migliore, al massimo si può pensare ad un coordinamento in qualche zona, se questa è ritenuta compatibile a livello antitrust”.

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