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Tennis: Halep, ‘Mouratoglou sta cambiando il mio gioco, fiduciosa di tornare in alto’

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Roma, 8 mag. – (Adnkronos) – A Roma, Simona Halep è una delle osservate speciali del torneo Wta. Un po’ perché al Foro Italico ha vinto nel 2020, un po’ perché – malgrado tutti i problemi recenti – è pur sempre una ex numero 1 del mondo. E un po’ per via del suo nuovo coach, la star degli allenatori, Patrick Mouratoglou. “In effetti – dice scherzando la rumena – Patrick è molto aperto e uno dei lati positivi di stare con lui è che si ferma volentieri a fare foto con i fans, certamente più di quanto faccia io… Scherzi a parte, è una persona che ama quello che fa e trasmette tanta passione. Parlare con lui è importante perché mi dà una visione diversa del mio gioco rispetto a quanto era accaduto in precedenza”.

“Di cambiamenti nel mio modo di approcciare gli allenamenti, di recente, ce ne sono stati tanti -prosegue la trentenne romena-. Fin dal primo momento mi sono fidata di Patrick al cento per cento, mi sono decisa a seguirlo perché so che sarà la strada migliore per tornare in alto. Quando si modifica un modo di lavorare che si è mantenuto per tanti anni, le difficoltà non mancano, è normale, ma sto vivendo questo passaggio con grande fiducia. Amo il tennis, amo quello che faccio e ho ancora tante motivazioni per svegliarmi la mattina e andarmi ad allenare”.

“Patrick e io certamente siamo molto diversi, lui ha un grande carisma, una personalità importante, mentre io sono molto introversa -aggiunge Halep-. Eppure negli anni sono cambiata. Adesso, per esempio, parlo più serenamente con i giornalisti e cerco di trovare energie nel dialogo con le persone. Cosa che prima non facevo. Continua a non essere la cosa più naturale del mondo per me, ma mi sto impegnando per migliorare”.

Gli Internazionali BNL d’Italia rivestono un ruolo speciale per la rumena. “Roma? È un torneo che adoro, in un luogo che mi è sempre piaciuto. Non vedo l’ora di cominciare e di dare il massimo per ottenere un buon risultato. Mi sento bene ma il torneo ovviamente è un’altra cosa, vedremo cosa accadrà in partita. Ogni torneo ha delle sue condizioni particolari: cambiano le palline, i campi, l’umidità, l’altitudine. Insomma, è difficile paragonare campi diversi. Ma dopo tanti anni nel Tour penso ormai di sapermi adattare abbastanza in fretta, è una delle note positive di avere esperienza. Quando ho capito di essere una veterana del circuito? Quando ho festeggiato i 30 anni e ho cominciato a notare le 18enni che vincevano…”.

Tra queste giovani terribili ci sono due ragazze dal nome rumeno come le loro origini, ma dalla nazionalità diversa: Emma Raducanu e Bianca Andreescu: “In realtà, nessuna di loro si è mai allenata in Romania, e prima che arrivassero a giocare stabilmente nel circuito non le conoscevo. Tra noi parliamo in inglese, quindi non ci sono troppe connessioni con la Romania – per loro – fatta eccezione per i nomi”.

La vittoria di Ons Jabeur a Madrid è stata accolta con piacere da tante colleghe, inclusa Simona Halep. “Sono felice per lei, ha meritato questo titolo e ha confermato di essere una vera top 10. Peraltro, nel 90 per cento dei casi la giocatrice che mi batte poi vince il torneo… Suppongo che debba vedere questo fatto come una cosa positiva. Penso di aver giocato una buona settimana, ho avuto buone sensazioni e mi auguro di proseguire anche a Roma su questa strada”. “Il 2021 per me è stato senza dubbio un anno difficile, non posso essere contenta di come è andato. Ma allo stesso tempo sono consapevole di poter tornare in alto, di poter essere competitiva per i grandi tornei. Il primo obiettivo per me è questo, ritrovare la fiducia sul fatto di poter competere con tutte alla pari”.

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