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Taiwan, Cina dà il via a esercitazioni militari intorno all’isola

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Taipei, 4 ago. (Adnkronos/dpa) – La Cina dà il via all’esercitazione militare intorno a Taiwan, annunciata come rappresaglia contro la visita sull’isola da parte della Speaker americana Nancy Pelosi.

Le manovre militari, che dureranno 4 giorni, sono le più ampie esercitazioni mai realizzate da Pechino intorno a Taiwan, considerata dalla Cina una sua provincia ribelle. Il ministero della Difesa cinese ha diffuso una mappa dell’area divisa nelle sei zone – alcune distanti appena 12 miglia dalla costa di Taiwan – in cui intende realizzare esercitazioni marittime ed aeree che comprendono appunto il lancio di proiettili. Aerei e navi commerciali sono stati invitati a rimanere lontani dall’aerea dell’esercitazioni che Taiwan denuncia essere una violazione della sua sovranità e di fatto un blocco dell’isola.

Il Comando delle forze aeree di Taiwan hanno denunciato dal canto loro le incursioni di 27 caccia cinesi oggi nel proprio spazio aereo, all’indomani dalla partenza dall’isola della Speaker americana Nancy Pelosi, visita che ha fatto infuriare Pechino. Nel dettaglio a violare la Zona di identificazione della difesa aerea di Taiwan (Adiz) sono stati sei caccia J11, cinque caccia J16 e 10 caccia Su 30, secondo il comunicato diffuso oggi dal ministero della Difesa di Taiwan che nella giornata precedente aveva denunciato 21 incursioni di aerei cinesi.

Il portavoce della missione cinese presso la Ue, Zhang Ming, contesta la recente dichiarazione dei ministri degli Esteri del G7 ed avvisa che Pechino risponderà a “qualsiasi azione che viola la sovranità e l’integrità territoriale della Cina”. “Taiwan fa parte del territorio cinesi ed intromettersi nelle sue questione è una violazione della sovranità cinese”, ha poi specificato.

Nel comunicato diffuso la notte scorsa, i ministri del G7 esortavano a “preservare la pace e la stabilità” nello stretto di Taiwan dopo la visita a Taipei di Nancy Pelosi e a mantenere “il diritto internazionale”, esprimendo preoccupazione “per gli annunci e le parole minacciose della Cina, specialmente in relazione alle esercitazioni militari e la coercizione economica che potrebbero innescare una escalation non necessaria”.