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Tacconi: “Maradona resta leggenda, fiero di aver subito quel gol da lui”

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Roma, 26 nov. (Adnkronos) – “Maradona con me si è comportato sempre bene, mi ha sempre rispettato, e il rispetto va a chi è grande come lui. Io ho un aneddoto particolare, una partita benefica fatta a Terni nell’88 dove dovevamo giocare con la nostra Nazionale contro la nazionale argentina, la Federazione non mi aveva dato l’ok, c’erano 30mila persone allo stadio ed ho dovuto chiamare i giocatori della Ternana, ma lui si è presentato, a sue spese, con tutta la Nazionale argentina”. Lo racconta l’ex portiere della Juventus Stefano Tacconi all’Adnkronos, parlando di Diego Armando Maradona, scomparso ieri a 60 anni.

“Poi quando abbiamo perso 5-1 la Supercoppa Italiana, anche lì c’è stato un rispetto particolare. Dopo un po’ che si è avvicinato alla mia porta l’ho preso da una parte e gli ho detto ‘Diego hai vinto, basta’, altrimenti avremmo preso 20 gol, e lì mi ha rispettato. Forse lì è stata la prima volta che hanno fischiato Maradona al San Paolo, perché non tirava mai in porta nè lui e nè i suoi compagni”, ha aggiunto l’ex portiere che sulla punizione subita da Maradona, uno dei gol più belli del Pibe de Oro, ha aggiunto. “Se sogno ancora il gol di Maradona su punizione? No, mi ha fatto gol Maradona. Sono 35 anni che fanno vedere quella punizione, ne sono veramente fiero. Mi hanno fatto gol giocatori come lui, Zico, Falcao, giocatori di un certo tipo, che oggi forse non ci sono più, c’è business. In questo momento ci sono Ronaldo e Messi ma non c’è quell’amore che c’è stato negli anni ’80”.

“Napoli stesso che piange oggi come ha pianto tanti suoi simboli, da Pino Daniele a Totò, lo fa quando uno lascia il segno. Se fosse morto a 100 anni forse non se lo sarebbe ricordava nessuno. Era nella sua mente morire e rimanere una legenda, anche perché non si è curato. Secondo me si è lasciato un po’ andare. Ha avuto tante operazioni nell’ultimo anno e sono cose che il cuore prima o poi accusa e l’ultima è stata fatale. Si è lasciato un po’ andare, ma rimane comunque leggenda”, ha concluso Tacconi.

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