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Sverzellati (Aou Parma): “C’è chi ha scoperto patologie polmone con Covid”

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Roma, 7 ott. (Adnkronos Salute) – Solo dopo aver contratto Covid-19 “alcuni pazienti hanno scoperto di avere una malattia interstiziale pre-esistente” ai polmoni. “Fino a quel momento ignoravano di avere questa patologia perché ne trascuravano i sintomi”. Lo ha riferito Nicola Sverzellati, direttore Scienze radiologiche Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, intervenendo questa mattina al Webinar ‘Le malattie fibrosanti del polmone. Dalla fibrosi polmonare idiopatica alla sclerosi sistemica polmonare: gestire i pazienti a rischio durante la pandemia causata dal Covid-19 ed oltre’, organizzato dall’Osservatorio malattie rare (Omar) con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim.

In questo periodo di pandemia da coronavirus Sars-CoV-2, avere una diagnosi di una di fibrosi polmonare idiopatica (Ibf) o di sclerosi sistemica significa anche collocarsi tra i soggetti a maggior rischio in questa pandemia. “Anche Covid-19 può causare, nelle forme più gravi, una malattia classificabile tra le interstiziopatie, e nello specifico la polmonite interstiziale – ha spiegato Sverzellati – e questo sembra che si verifichi più spesso nei pazienti con malattie respiratorie croniche, cardiopolmonari, diabete e più in generale con malattie che indeboliscono il sistema immunitario. Sia le persone con fibrosi polmonare idiopatica che quelle affette da sclerosi sistemica sono dunque soggette a un livello di rischio alto: un evento simile avrebbe effetti gravissimi sulle loro capacità respiratorie già danneggiate dalla malattia”.

E’ inoltre “possibile sviluppare una fibrosi polmonare post Covid. Accade in una piccola percentuale di pazienti, noi l’abbiamo avuta, ma guai ad esasperare questa situazione”, ha ammonito lo specialista.

Per individuare la Ipf “è necessario un approccio multidisciplinare di pneumologi, patologi e radiologi”, ha ricordato Sverzellati ribadendo l’importanza della diagnosi precoce. E’ essenziale infatti “eseguire la spirometria, per poi sottoporsi agli esami clinici e alla tomografia computerizzata ad alta definizione”.

Anche per la sclerosi sistemica la diagnosi precoce è un elemento cruciale. Se si considera che tra le manifestazioni più frequenti della malattia c’è l’interstiziopatia polmonare, e che questa spesso si presenta anche anni prima degli altri sintomi, si comprende l’importanza di scoprire presto la patologia. E’ per questo opportuno approfondire il quadro, anche in questo caso attraverso test clinici, laboratoristici e di imaging. Fondamentale per Sverzellati il ruolo del radiologo: “La radiologia non fa mai diagnosi di Covid, ma di polmonite da Covid e di complicazione a lungo termine”.

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