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Sostenibilità e impatto sociale, la visione della Terza economia

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Roma, 12 nov. (Adnkronos) – Oltre 400mila imprese con vocazione sociale (fonte: GdB 2020 Digital Edition) in Italia: dalle cooperative alle imprese sociali, da quelle che promuovono l’economia circolare alle aziende che spingono sempre più sul fronte della responsabilità sociale. E ancora: Società Benefit, BCorporation, banche che sostengono la finanza etica. Uno slancio che va oltre il profitto e guarda al benessere collettivo, ancora di più ai tempi di una emergenza sanitaria.

Nel pieno della prima ondata e delle difficoltà sul fronte sanitario ed economico, infatti, il tessuto imprenditoriale italiano ha offerto il proprio contributo, ognuno per la propria parte e secondo vocazione e disponibilità. Così ci sono stati esempi di linee produttive convertite per la produzione di beni necessari, all’epoca scarsamente disponibili, come mascherine e gel disinfettanti. Si è dato spazio e supporto al volontariato per sostenere le situazioni di maggiore fragilità con iniziative di diversa natura, dalla spesa per gli anziani al supporto psicologico. Alcune imprese hanno scelto la via della donazione per supportare le strutture sanitarie e gli operatori nei loro sforzi o le famiglie in maggiore difficoltà. Un sostegno a 360 gradi di chi sente l’impresa come un’attività strettamente connessa alle persone e ai territori.

A raccogliere alcune di queste realtà è il ‘Patto: imprese per una Terza Economia’ tutte impegnate “nella promozione di un nuovo modello economico e sociale”. Da loro è partita anche una lettera rivolta direttamente a Papa Francesco e pubblicata sulle colonne di Avvenire in vista di ‘Economy of Francesco’ che si terrà ad Assisi e sul web dal 19 al 21 novembre.

“Lei chiama tutti a contribuire a uno sviluppo umano integrale, e noi imprenditori e le nostre imprese vorremmo essere protagonisti di questo cambiamento. In Italia esiste, non solo una ricca e conosciuta tradizione in questo senso, ma continua a crescere il numero di imprese che hanno adottato lo sviluppo umano, la sostenibilità e l’impatto sociale come pilastri della loro attività economica. Come associazioni di imprese impegnate a generare beneficio e impatto sociali, ci siamo riconosciuti, incontrati e uniti in un Patto”, scrivono.

I firmatari augurano, poi, “i migliori risultati nella prossima iniziativa-progetto ‘Economy of Francesco’ che rappresenta a nostro avviso una azione concreta per costruire assieme alle nuove generazioni un nuovo modello economico a misura d’uomo: ci sentiamo anche noi ad Assisi”.

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