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Sondaggio Philip Morris, per opinione pubblica la scienza deve avere priorità in decisioni

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Roma, 15 set.(Adnkronos) – Nell’opinione pubblica, a livello globale, è forte la fiducia nella scienza, e ben il 77% dei partecipanti a un recente sondaggio condotto in 19 paesi spera che i suoi progressi possano risolvere molti dei principali problemi della società moderna, anche se circa la metà (47%) ritiene che la società non dia sufficiente importanza alla scienza. E’ uno degli elementi che emergono dal white paper appena pubblicato da Philip Morris International: uno studio – dal significativo titolo “In Support of the Primacy of Science” – che ha l’obiettivo di indagare il ruolo della scienza nella nostra società, nelle aziende e nelle decisioni politiche e che dimostra come le persone nel mondo si aspettino che i governi, le autorità pubbliche e le aziende private diano priorità alla scienza e ai fatti quando affrontano i problemi più complessi.

I risultati sono stati raccolti tramite un sondaggio indipendente, condotto da Povaddo per conto di PMI, distribuito a oltre 19.000 adulti. In tal senso, si registra un forte interesse affinché le aziende diano priorità alla scienza: oltre il 90% dei rispondenti ha dichiarato quanto sia importante che le aziende continuino a investire in Ricerca e Sviluppo per migliorare i propri prodotti e servizi.

Il white paper evidenzia la necessità per il decisore pubblico di porre maggiore attenzione sulla scienza a supporto delle decisioni politiche, con metà degli intervistati che ritiene che il proprio “governo faccia un buon lavoro nel garantire l’inclusione della scienza e delle evidenze scientifiche nel processo decisionale”.

“La scienza può contribuire enormemente nel nostro sforzo collettivo di cercare di dare una risposta ai problemi più urgenti” ha dichiarato Moira Gilchrist, Vice President Strategic & Scientific Communications di PMI.

In linea con il dato globale, dalla ricerca emerge come anche in Italia vi sia difficoltà nell’accesso da parte delle persone a informazioni scientifiche accurate. Nel nostro Paese, infatti, il 57% degli intervistati ha dichiarato di avere difficoltà nel trovare informazioni affidabili sui più recenti progressi scientifici e su studi indipendenti. In generale, il 42% del campione italiano rimane scettico sulla capacità della società di dare sufficiente importanza alla scienza.

“Questa scoperta è allarmante e invia un segnale chiaro a tutte le aziende, i media e il governo che la comunicazione accurata delle informazioni scientifiche dovrebbe rimanere una priorità”, ha aggiunto la dottoressa Gilchrist. “Quando le informazioni scientifiche affidabili scarseggiano, la disinformazione, le congetture e le dicerie possono occupare più spazio e ostacolare in modo significativo la capacità delle persone di prendere decisioni informate.”

“Il futuro di Philip Morris International è in tecnologie basate su evidenze scientifiche”, tecnologie “che crediamo possano portare a farla finita con il fumo” delle sigarette tradizionali, ma “e’ frustrante – come scienziato – vedere che mentre l’opinione pubblica guarda a noi per i passi in avanti, dall’altra parte ci sono molti, fra ong o politici, che semplicemente non voglio ascoltare” quello che sta succedendo nel settore. Per la scienziata, “c’è molta paura” ad affrontare il dibattito sul futuro del fumo, “ma io chiedo solo di mettere da parte per un momento” i pregiudizi “e focalizzarci sui dati”.

“Al mondo ci sono più di un miliardo di persone che ancora fumano sigarette e meritano una alternativa migliore: possiamo pensare a loro? e magari – è il suo auspicio – indirizzarli verso i prodotti” innovativi come quelli con ‘tabacco a rischio modificato’ approvati negli Usa dalla Food and Drug Administration. Nella ricerca scientifica, “con il passare del tempo i risultati diventano sempre più evidenti, il business come i politici o l’opinione pubblica devono avere pazienza” ha auspicato la Gilchrist. Le sue parole cadono sullo sfondo della trasformazione di Philip Morris International verso un’azienda guidata dalla scienza e dalla tecnologia, con l’obiettivo di costruire un futuro senza fumo, un futuro cioè senza sigarette. “Con il giusto incoraggiamento normativo e il sostegno della società civile – spiega PMI – riteniamo che questo obiettivo possa essere raggiunto in molti paesi in 10-15 anni. La scienza è fondamentale per mantenere questo impegno”.

“Dal 2008 – ricorda la multinazionale – abbiamo investito miliardi di dollari per sviluppare, testare e produrre valide alternative alle sigarette per quei fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare. Questi prodotti sono il risultato di quasi due decenni di lavoro di Ricerca e Sviluppo, sostenuto da un rigoroso programma di valutazione scientifica guidato da un team che oggi comprende più di 430 scienziati e altri esperti”. Philip Morris sottolinea di mettere “le nostre scoperte e i nostri metodi scientifici a disposizione di altri per esaminarli e invitiamo la ricerca indipendente sui nostri prodotti. Incoraggiamo una conversazione ampia e basata sulla scienza con le autorità di regolamentazione, gli scienziati e la comunità della salute pubblica sulle valide alternative che stiamo sviluppando e sul ruolo che queste possono giocare nelle policy di controllo del tabacco e di riduzione del danno”.

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