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**Senato: La Russa, cinquant’anni di impegno a destra a servizio delle Istituzioni**

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Roma, 13 ott. (Adnkronos) – Tra i veterani del Parlamento con nove legislature come Roberto Calderoli e Maurizio Gasparri (meglio di loro solo Pier Ferdinando Casini con undici e Umberto Bossi con dieci), Ignazio La Russa arriva alla presidenza del Senato al culmine di mezzo secolo di vita politica spesa nella destra italiana in tutte le sue declinazioni: dal Fronte della Gioventù, al Msi, poi ad Alleanza nazionale con la svolta di Fiuggi, fino alla fondazione di Fratelli d’Italia, dopo la diaspora che dal Popolo della libertà vide alcuni seguire Gianfranco Fini in Futuro e libertà e altri rimanere in Forza Italia. In mezzo tanti incarichi istituzionali con ruoli super partes.

Nato a Paternò in provincia di Catania il 18 luglio 1947, La Russa si laurea in Giurisprudenza all’Università di Pavia e impegno politico e attività di avvocato penalista vanno subito di pari passo: assume tra l’altro la difesa delle parti civili nei processi per l’omicidio di Sergio Ramelli a Milano e di Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola nell’assalto ad una sede del Msi a Padova ad opera delle Brigate Rosse.

E’ a Milano e in Lombardia che il neo presidente del Senato vive da protagonista tutte le battaglie politiche della destra negli anni Settanta e Ottanta. Nel 1985 è eletto consigliere regionale e nel 1992, al tramonto della Prima Repubblica, arriva per la prima volta alla Camera, dove verrà riconfermato ininterrottamente fino al 2013.

Già nel 1994 assume la carica di vicepresidente dell’Assemblea di Montecitorio, mentre due anni dopo è chiamato alla guida della Giunta delle Autorizzazioni a procedere. Capogruppo di An nel 2001 e confermato cinque anni dopo, nel 2008 approda al Governo con l’incarico di ministro della Difesa. Dopo lo scioglimento del Popolo della libertà, nel 2013 con Giorgia Meloni è tra i fondatori di Fratelli d’Italia e alla Camera torna a presiedere la Giunta delle Autorizzazioni.

Nel 2018 l’approdo al Senato, dove assume la carica di vicepresidente e spesso mentre dirige i lavori d’Aula viene pizzicato a sbirciare la ‘Gazzetta dello sport’. Un vezzo al quale probabilmente da oggi dovrà rinunciare, anche se questo non gli impedirà di continuare a coltivare la sua grande passione per l’Inter. Sposato, ha tre figli (Geronimo, Lorenzo Cochis e Leonardo Apache) e due nipotine (Agnese e Anita).