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Senato: Borghi (Pd), ‘voto La Russa segnale su poltrone, si vedrà presto’

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Roma, 14 ott. (Adnkronos) – L’elezione di Ignazio La Russa alla presidenza del Senato con i voti di senatori esterni al centrodestra “non è un’operazione casuale, lo si capirà nei prossimi giorni con l’evoluzione delle nomine in Parlamento per commissioni e vicepresidenze”. Ne è convinto Enrico Borghi, senatore Pd, candidato in pectore, insieme a Lorenzo Guerini, a guidare il Copasir in un’intervista a La Stampa.

“Qui ci sono due dati politici – rimarca Borghi – uno evidente e uno sotteso. Quello evidente è la rottura della destra sulla seconda carica dello Stato. Un dato conclamato, verificato platealmente e figlio di un errore fatto nel centrodestra: aver voluto mischiare le cariche di garanzia con la composizione del governo. Questo ha provocato un cortocircuito. Il secondo dato è che pezzi di opposizione sono corsi in soccorso al vincitore”.

“Qualcuno scherzando ha suggerito di provare il Var, da cui vedi chi si ferma e chi transita: chi si ferma scrive e non mette nell’urna la scheda bianca. Noi la avevamo bianca e la abbiamo messa nell’urna. Ma 17 voti dalle opposizioni o da figure terze sono un dato evidente e lo vedremo. Questo enigma si dipanerà nei prossimi giorni. Non lancio accuse a differenza di altri. Mi limito a constatare che il Pd ha votato scheda bianca ed altri, a fronte di una rottura della destra, hanno votato La Russa. Un fatto gravissimo, che – per Borghi – apre a scenari da trasformismo giolittiano”.

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