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Scuola: preside liceo Righi (Roma), ‘autotest studenti come in Francia? Sì, se efficaci’

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Roma, 14 gen. (Adnkronos) – “Non è una scoperta del governo francese che la didattica digitale integrata non è una videoconferenza. Anche noi l’anno scorso nel regolamento del piano dell’offerta formativa abbiamo stabilito il numero di ore di didattica frontale in sincrono, cioè in cui il ragazzo che sta a casa è collegato con la classe; ed in asincrono, in cui è disconnesso. Lo abbiamo valutato in base ai tempi di attenzione e concentrazione dello studente perché è impensabile poter tenere 30 ore a settimana un ragazzo collegato davanti ad un computer”. A commentare così all’Adnkronos le modalità di gestione della didattica digitale in Francia è la dirigente del liceo statale Righi nella Capitale, che sulla mobilitazione di oggi delle scuole francesi contro il protocollo contagi, rispetto agli autotest con cui gli studenti d’oltralpe contagiati devono confermare la negatività, commenta: “è una questione medica. Ma se sono efficaci ben vengano”.

La preside del liceo scientifico romano, primo in classifica nella Capitale secondo Eduscopio, si sofferma sulla didattica digitale integrata: “Grazie a piattaforme in dotazione delle scuole come Google Work Space, si stabilisce fin dall’inizio quali saranno i tempi in sincrono e quali in asincrono e si caricano sulla piattaforma i lavori individuali da far fare a casa, quando i ragazzi si scollegano”. Cosa fa la classe in presenza quando ci si scollega? “Non ci sono principi. E’ il docente a valutare se far fare un’esercitazione o un recupero. La spiegazione viene comunque fornita a tutti”. E l’interrogazione o il compito in classe? “Se la classe è in dad, cioè se sono tutti a casa, viene gestita come l’anno scorso. Altrimenti in ddi sono interrogati o fanno compiti in classe soltanto i ragazzi in presenza. Si attua un po’ di flessibilità”.

Meglio dad o ddi? “io sono per la scuola in presenza ma non ad ogni costo. Anche se la dad è un ottimo paracadute, ritengo che sei ore al giorno davanti al computer non siano produttive e che la presenza sia fondamentale per i ragazzi. Ho moltissimi studenti con problemi psicologici e psichiatrici a causa dell’isolamento. L’anno scorso – ricorda – dirigevo un Istituto comprensivo ed avevo bambini di elementari e medie per i quali è stata fondamentale la scuola in presenza. Noi – conclude -non abbiamo dormito la notte per garantirla”.

(di Roberta Lanzara)

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