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(Adnkronos) – Infine: Le cattedre da assegnare con supplenze annuali (fino al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) saranno intorno alle 200.000. A ogni anno scolastico di una scuola perennemente in deroga e in dismissione, il record viene ritoccato. Lavoratori e lavoratrici, genitori e genitrici, studenti e studentesse chiedono norme chiare e tempestive per le nomine dei docenti, per evitare che, come è accaduto per l’anno scolastico 2020/21, gli organici siano completati a ottobre, novembre, addirittura dicembre, o non siano completati affatto (come è successo per gli ultimi docenti di sostegno). In caso contrario le conseguenze sono già note: orari ridotti per settimane o mesi, con i docenti di ruolo che si danno il turno per garantire almeno la vigilanza.

Le decisioni finora prese dal Governo (e avallate dai sindacati “rappresentativi”) non garantiscono un buon avvio dell’anno 2021/22. Non è garantita la continuità didattica: come si sa, a settembre comincerà il valzer delle supplenze, e i supplenti del nuovo anno non saranno quelli che hanno coperto la cattedra l’anno precedente. Non è garantito – anzi è fortemente minacciato – il ritorno in presenza al 100% nelle scuole di tutti gli ordini e gradi in tutta Italia, dal momento che la scuola sarà tenuta ad applicare gli stessi protocolli di sicurezza dello scorso inizio dell’anno scolastico: gli istituti che nel settembre 2020 non erano in grado di rispettare le misure di distanziamento non potranno riprendere una didattica in presenza al 100%.

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