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**Scrittori: è Philippe Jaccottet, il poeta che interrogava la natura**

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Parigi, 25 feb. – (Adnkronos) – Lo scrittore e traduttore svizzero Philippe Jaccottet, considerato uno dei maggiori poeti europei, più volte candidato al Premio Nobel, autore di un’opera dal lirismo asciutto, che interroga la natura, la morte, l’essere al mondo con bisogno preoccupato di rigore etico, è morto ieri a Grignan, nel sud della Francia, all’età di 95 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato oggi dalla sua famiglia. Da quasi 70 anni viveva nella regione francese dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Le sue poesie sono pubblicate in Francia da Gallimard.

Jaccottet ha pubblicato nel 1953 “Il barbagianni. L’ignorante” (tradotto in italiano da Fabio Pusterla nel 1992 da Einaudi con un saggio di Jean Starobinski) e successivamente ha raccolto la sua copiosa produzione poetica nel volume “Poésie 1946-1967” (Gallimard, 1971). La sua voce poetica testimonia un lucido e appassionato sguardo sulla realtà, còlta anche nel vincere dell’ombra sulla luce. In italiano sono state pubblicate le raccolte “Elementi di un sogno” (Hestia, 1994), “Libretto” (a cura di Fabio Pusterla, Scheiwiller, 1995), “Paesaggi con figure assenti” (a cura di Fabio Pusterla, Dadò, 1996), “Alla luce d’inverno. Pensieri sotto le nuvole” (a cura di Fabio Pusterla, Marcos y Marcos, 1997), “E, tuttavia – Note dal botro” (a cura di Fabio Pusterla, Marcos y Marcos, 2006), “Quegli ultimi rumori…” (a cura di Ida Merello e Albino Crovetto, Crocetti, 2021).

Parallelamente Jaccottet ha svolto un’intensa attività letteraria in prosa, fra le pagine di diario di “La semaison” (1963 e 1984), i racconti come “L’oscurità” (1961; traduzione italiana a cura di Gianluca Manzi, Fazi, 1998), e le luminose variazioni sull’opera di un maestro della pittura come Giorgio Morandi in “La ciotola del pellegrino (Morandi)” (2001; traduzione italiana da Casagrande nel 2007).

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