San Valentino, ricercatrice Cnr: “Non corteggia solo l’Homo Sapiens”
Roma, 14 feb. (Adnkronos) – Il corteggiamento non è una prerogativa della specie Homo sapiens. Anzi, è un comportamento estremamente diffuso tra gli animali – vertebrati e invertebrati, terrestri, marini e dulciacquicoli – anche se non è sempre molto evidente. Il periodo degli amori è caratterizzato in tutte le specie da una frenesia irresistibile: gli animali sono presi da un gran desiderio di mettersi in mostra, esibire alcune qualità, che ovviamente variano da specie a specie, ricorrendo a danze, parate, richiami. La ricercatrice Ester Cecere dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr inaugura così la nuova rubrica dell’Almanacco della Scienza ‘Vita di mare’ in cui racconta che a mettere in atto comportamenti che mirano a “conquistare” le femmine della propria specie sono anche molti animali acquatici: dai cavallucci marini ai pinguini, fino ai delfini.
Il più noto rituale di corteggiamento è quello mostrato dai cavallucci marini (Hippocampus sp.) che si esibiscono in una danza, che noi umani definiremmo romantica, anche per otto ore di seguito. Intrecciano le code, avvicinano i musi (come se si stessero baciando), si allontanano, nuotano in cerchio e si riavvicinano per riprendere le loro effusioni. Lentamente, il colore del loro corpo cambia, diventando più intenso. Questo, spiega Cecere, è il segnale che gli individui sono pronti per l’accoppiamento. Pertanto, essi avvicinano le loro parti ventrali e la femmina, attraverso una piccola apertura, inserisce prontamente il proprio ovopositore in una tasca incubatrice situata sul basso ventre del maschio e in pochi secondi vi trasferisce tutte le uova. Da quel momento in poi, il maschio si occupa di tutto: feconda le uova, nutre e custodisce gli embrioni, proteggendoli e mantenendoli ben ossigenati e, infine, li partorisce.

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