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Salute, Fantini (Ig-Ibd): “Nutrizione fondamentale in malattie infiammatorie intestinali”

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(Adnkronos) – Le malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), oggi sono gestite in modo “integrale”. C’è “una gestione che prende in considerazione diversi aspetti. Se ieri eravamo focalizzati solo sulle terapie mediche, oggi sappiamo che il paziente va gestito a 360 gradi e la fetta occupata dalla nutrizione è assolutamente rilevante e influenza a sua volta altri aspetti terapeutici di queste malattie”. Così Massimo Claudio Fantini, segretario generale di Italian Group for the Intestinal Bowel Disease (Ig-Ibd) e professore di gastroenterologia dell’Università degli Studi di Cagliari, commenta “l’importante evoluzione nel trattamento delle Mici” grazie alla nutrizione clinica, a cui quest’anno, per la prima volta, è stata dedicata una sessione in 7 corsi regionali Ig-Ibd per gastroenterologi che trattano pazienti con malattia di Crohn e colite ulcerosa. Sponsor dell’iniziativa è Nestlé Health Science, attraverso la campagna ‘Più Crohnsapevoli – Per una nutrizione consapevole’. Il riconoscimento della rilevanza della nutrizione “è testimoniato dal suo inserimento all’interno delle linee guida Ecco 2025” e sottolinea “la presa d’atto da parte dei clinici – spiega Fantini – del ruolo fondamentale della nutrizione nella gestione dei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali”. L’inserimento della nutrizione cambierà quello che è la gestione clinica – rimarca l’esperto – dando una chiara indicazione sul fatto che questo aspetto deve essere preso in considerazione e, nel momento in cui uno stato di malnutrizione viene rilevato, bisogna intervenire. E se nel paziente pediatrico la nutrizione è già considerata una terapia efficace e sicura, per l’adulto diventa uno strumento prezioso per mantenere la remissione più a lungo”. Tra le soluzioni nutrizionali Modulen – alimento a fini medici speciali sviluppato da Nestlé Health Science – è l’unico supportato da numerose evidenze cliniche e rappresenta un riferimento consolidato nella gestione nutrizionale della malattia di Crohn. La promozione di una maggiore integrazione della terapia nutrizionale nella pratica clinica quotidiana anche negli adulti, secondo l’esperto, prevede, in primis, il superamento di un “problema di organizzazione interna”. Serve quindi lavorare “sull’awareness, sulla capacità di trasmettere al paziente la rilevanza e l’importanza di questo approccio nutrizionale che, ovviamente, nel paziente pediatrico è più semplice, mentre nel paziente adulto è un pochino più complesso. Tuttavia – osserva – la generazione di nuovi dati e la dimostrazione della rilevanza che la cura dello stato nutrizionale ha nella gestione complessiva, che va dall’efficacia dei farmaci al mantenimento della remissione, alla prevenzione di complicanze di questa malattia, sarà fondamentale per aumentare l’aderenza del paziente adulto a questo tipo di approccio”. 
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