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Roma, conferito dal Municipio I il Premio Presidio Culturale Italiano a Luciana Romoli

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(Adnkronos) – Si è svolta oggi nella sede della presidenza del Municipio I Roma Centro di via Petroselli, la cerimonia di conferimento del Premio Presidio Culturale Italiano, in riconoscimento dell’impegno istituzionale nella promozione della memoria storica e dei valori antifascisti, che è stato conferito a Luciana Romoli. La storia della "Partigiana Luce" è profondamente intrecciata con quella della città di Roma, che ha fatto da sfondo alla sua infanzia segnata dalla guerra e alla sua precoce scelta di campo: quella "dalla parte giusta della storia". Già a otto anni si oppose all’ingiustizia rifiutando l’esclusione di una compagna ebrea dalla scuola fascista. A soli tredici anni divenne staffetta partigiana della Brigata Garibaldi nella VI zona di Roma, affrontando rischi estremi con coraggio e determinazione. Oggi la Staffetta Luce è una delle ultime testimoni dirette dell’occupazione nazifascista della Capitale. La sua vita, tuttavia, non si è fermata alla Liberazione: ha continuato a incarnare i valori della Resistenza attraverso lo studio, l’impegno civile e sociale, l’attività sindacale e la collaborazione con importanti figure della cultura italiana. Laureata in biologia, ha dedicato il suo tempo all’educazione e alla trasmissione della memoria, incontrando generazioni di studenti in tutta Italia, che ama chiamare affettuosamente “nipotini” e “nipotine”. Tra i suoi numerosi impegni, anche l’attività nell’Associazione Ragazze d’Italia, nell’Udi, l'Unione Donne in Italia, e nella segreteria di Enrico Berlinguer. Fino a un gesto recente, potente e simbolico: a novant’anni ha accolto nella propria casa uno studente rifugiato del Gambia, dando concreta testimonianza di una Resistenza che continua a vivere nella solidarietà quotidiana. Il Premio Presidio Culturale Italiano, promosso dall’associazione Cultura Italiae, assume così un significato particolarmente profondo: riconoscere nella cultura un presidio democratico e uno spazio di responsabilità collettiva, in cui la memoria si trasforma in coscienza civile. Per la presidente del I Municipio Lorenza Bonaccorsi, "conferire questo premio a Luciana Romoli significa riconoscere non solo il valore della sua testimonianza storica, ma la straordinaria coerenza di una vita interamente dedicata alla giustizia, alla libertà e alla dignità umana. La sua storia ci richiama ogni giorno alla responsabilità di custodire la memoria e di tradurla in impegno concreto. Luciana non rappresenta soltanto il passato della nostra città, l’impegno delle donne della Resistenza".   Per l'assessore alle Periferie e ai servizi Delegati Pino Battaglia, "oggi rendiamo omaggio a Luciana Romoli, che il suo comandante chiamò ‘Luce’ quando, a soli tredici anni, divenne staffetta partigiana della Brigata Garibaldi. Cresciuta in una famiglia antifascista, tra Casalbertone e Torpignattara, quartieri popolari e operai, ha portato nella Resistenza un impegno che si è trasformato, negli anni, in una testimonianza continua, capace di rendere la memoria un patrimonio vicino alle nuove generazioni. Il conferimento del Premio Presidio Culturale Italiano riconosce questo percorso e ribadisce la gratitudine che le dobbiamo: soprattutto nelle periferie, dove il suo esempio ha aiutato tante ragazze e ragazzi a comprendere il valore concreto della democrazia nata dalla lotta antifascista". Il conferimento del premio nel territorio del Municipio I assume un valore simbolico particolare. Roma, città della Resistenza e della Liberazione, porta incise nella propria identità le ferite dell’occupazione nazista e della persecuzione razziale, ma anche la forza della riscossa antifascista e della rinascita democratica. In questo contesto, la testimonianza di Luciana Romoli continua a essere un punto di riferimento fondamentale. Ancora oggi, anche attraverso incontri in videochiamata, prosegue il suo dialogo con i più giovani, dimostrando come la memoria possa e debba restare viva, capace di parlare al presente. Il premio conferito oggi rappresenta un segno di profonda gratitudine da parte delle istituzioni e della cittadinanza, ma anche un impegno collettivo: quello di custodire, trasmettere e rendere attuale l’eredità morale e civile della Resistenza. "Perché, finché memoria, responsabilità e coscienza continueranno a guidare la nostra comunità, la luce di Luciana Romoli continuerà a camminare insieme a noi". 
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