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**Roma Capitale: Marini, ‘spero Regione a fine legislatura, intanto interventi circoscritti’** (2)

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(Adnkronos) – Ad oggi sono pendenti diversi disegni di legge che prevedono una modifica della governance, dell’assetto istituzionale di Roma Capitale con un rafforzamento dei poteri: si tratta, oltre ad alcuna proposte di legge ordinarie, di due proposte di revisione costituzionale, una presentata da FI (primo firmatario Barelli) e una del PD (primo firmatario Morassut), che vorrebbero attribuire a Roma Capitale i poteri di una regione. “La prima funzione della Commissione è appunto quella di favorire lo svolgimento dei lavori parlamentari anche attraverso la collaborazione degli enti territoriali interessati, perché per trasformare Roma in regione – spiega il costituzionalista – è necessario seguire il procedimento di revisione costituzionale previsto dall’articolo 132, che è un processo più complesso di quanto stabilito nel normale procedimento di revisione costituzionale dall’articolo 138, che prevede un coinvolgimento degli enti territoriali e lo svolgimento di un referendum con le popolazioni interessate”.

Si tratta di un progetto ambizioso e difficile, ma quantomai opportuno per dotare Roma di quei poteri e di quelle risorse di cui godono le altre Capitali europee e più in generale le Capitali degli Stati decentrati”. “È il caso, pur con qualche differenziazione, di Berlino, di Vienna, di Madrid, di Bruxelles o di Washington – indica il professore di Tor Vergata – Solo così Roma potrebbe avere una propria e specifica legislazione, godrebbe di garanzie costituzionali, potrebbe meglio riarticolare le funzioni amministrative all’interno del proprio territorio e godrebbe verosimilmente di una maggiore forza contrattuale nella ripartizione delle risorse finanziarie”.

Il secondo ambito d’intervento, è invece legato al Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza varato dal governo Draghi per il rilancio del Paese, con anche uno sguardo alla Capitale: “Si è detto che nel Piano non ci sia stata un’ampia valorizzazione di Roma. In realtà – conclude il Costituzionalista – molti di quei progetti potrebbero avere ricadute positive per la Capitale. Obiettivo della commissione è perciò intervenire, laddove possibile, nella fase attuativa dei progetti, quando sarà necessario e richiesto lo sforzo amministrativo per intercettare i fondi”.

(di Roberta Lanzara)

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