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**Referendum: Nardo (avvocati Milano), ‘giustizia ha bisogno di riforme, votare sì’**

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Milano, 8 giu. (Adnkronos) – L’avvocatura difende il referendum sulla giustizia sia come istituto di democrazia diretta sia nei quesiti e invoca una riforma strutturale delle toghe. Vinicio Nardo, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, sottolinea come la partecipazione al voto “sia molto importante, anche se con la scusa di quesiti tecnici potrebbe essere difficile raggiungere il quorum, anche perché si è molta abbassata la percentuale delle persone che vanno a votare” spiega all’Adnkronos.

La giustizia “sicuramente non sta bene, ha bisogno di riforme e ha bisogno non solo delle piccole riforme del referendum abrogativo che interviene su argomenti specifici, ma ha bisogno dell’impulso che i referendum possono dare anzitutto al dibattito, a prescindere dal quorum, e al legislatore”. Sulla legge Severino, di cui si chiede l’abrogazione con i quesiti di domenica 12 giugno, “tanti dicono io voto ‘no’ perché è una riforma che deve fare il Parlamento. Siccome è una riforma che il Parlamento deve fare ma non fa, i referendum saranno un impulso perché si faccia veramente questa riforma”, sostiene Nardo.

Gli altri quattro quesiti hanno due linee precise: da un lato c’è la presunzione di innocenza “che è un principio costituzionale che viene tradito sia dalla legge Severino per l’incandidabilità dopo le sentenze di primo grado, sia da un eccesso di ricorso alle misure cautelari attraverso lo strumento del pericolo di reiterazione del reato”, dall’altro si interviene nel circuito valutativo della magistratura “che vive in una bolla chiusa, autoreferenziale dove diventa inevitabile un criterio di appartenenza a una corrente. Bene quindi inserire l’accesso alla candidatura di tutti, consentendo le valutazioni degli avvocati, così come garantire la separazione delle funzioni tra pubblico ministero e giudice”. I cinque quesiti referendari “sono questioni tecniche ma che capiscono tutti, quindi tutti possono e devono andare a votare. E votare sì”, conclude il presidente dell’Ordine degli avvocati Vinicio Nardo.