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Ratzinger, nel ’91 Wojtyla andò a trovarlo alla clinica Pio XI dove era ricoverato

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Roma, 31 dic. (Adnkronos) – Benedetto XVI è stato ricoverato per 45 giorni alla Pio XI nel ’91 per un ematoma intracerebrale e ha ricevuto anche la visita di Papa Wojtyla. A raccontarlo in esclusiva all’Adnkronos è l’ex primario di neurochirurgia del Cto, il professor Fabio Iacovino, che insieme al professor Francesco Chiappetta, all’epoca primario di neurochirurgia della clinica, salvarono l’allora cardinale Joseph Ratzinger dopo una disputa con i medici tedeschi che volevano operarlo a tutti i costi. Il futuro papa Benedetto XVI, spiega Iacovino, “aveva un ematoma intracerebrale occipitale sinistro di circa 3 centimetri e io con il professor Chiappetta eravamo del parere di aspettare che il sangue si riassorbisse, perché nel cervello il sangue si riassorbe. I neurochirurghi tedeschi invece volevano operarlo. Al termine di una piccola disputa, lo convinsi a non farsi operare: sarebbe stato un intervento rischioso e complesso”.

Un ricovero che fu tenuto nascosto, ricorda Iacovino, “perché il Vaticano non voleva che si sapesse. Un pomeriggio sul tardi venne a trovarlo Papa Wojtyla, si fermò una mezz’oretta e poi se ne andò. Due personaggi particolari che ho avuto la fortuna di conoscere, soprattutto Benedetto XVI che è stata fonte di ispirazione della mia vita”. Del Papa emerito, scomparso oggi a 95 anni, Iacovino ricorda soprattutto “l’umiltà e la semplicità. Era una persona umanamente semplice, contrariamente a quanto si sarebbe potuto pensare, per nulla altezzosa, io parlavo e lui mi ascoltava, senza interrompermi, nonostante io abbia potuto dire anche delle stupidaggini. Ne nacque una bella amicizia. Chiappetta l’ha seguito più dal punto di vista scientifico e professionale, mentre il mio rapporto con Ratzinger è stato più spirituale, essendo io cristiano praticante. Ma la professionalità di Chiappetta l’ha salvato, è stato bravissimo”, conclude Iacovino.