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Pescatori in ostaggio: sindaco Mazara ‘100 giorni da sequestro, delusi e amareggiati’

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Palermo, 7 dic. (Adnkronos) – “C’è molta delusione qui a Mazara del Vallo, sono sincero. La speranza di poter vedere i nostri uomini entro Natale è ormai appesa a un filo…”. A quasi cento giorni dal sequestro dei 18 pescatori della marineria di Mazara del Vallo (Trapani) avvenuto il primo settembre a 38 miglia dalle coste libiche, regna sconforto e delusione nel grosso centro siciliano. I marittimi si trovano in stato di fermo nel carcere-caserma di El Kuefia a pochi chilometri da Bengasi. L’ultimo contatto con i familiari risale allo scorso 12 novembre quando c’è stata una telefonata con i pescatori. A farsi portavoce del malcontento dei cittadini è il sindaco di Mazara, Salvatore Quinci, che segue giorno dopo giorno l’evolversi della vicenda. “Purtroppo stiamo vivendo il contraccolpo psicologico della famosa telefonata – dice il primo cittadino in una intervista all’Adnkronos – perché a questo punto ci si chiede se quella telefonata era un obiettivo intermedio o fine a stesso, cioè di portare solo un po’ di pace e di equilibrio e non per arrivare una risoluzione. Quella telefonata aveva acceso le speranze che finalmente una trattativa congelata e immobile fosse andata avanti. Quindi, un primo segnale di disgelo”.

“Oggi, devo dire che c’è molta delusione, qui a Mazara del Vallo e la speranza di vedere i nostri uomini entro Natale è appesa a un filo. Naturalmente sappiamo bene che ci sono le trattative coperte da massima riservatezza – aggiunge il primo cittadino – Quello che ho sempre lamentato e che occorrerebbe è una comunicazione diretta tra il Governo e noi. Capisco che non è possibile un aggiornamento sullo stato dei fatti. Ci mancherebbe, ma una fonte autorevole che interloquisce com l’amministrazione di Mazara costituirebbe in questo momento un elemento in piu per superare tutti insieme il periodo di crisi”.

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