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**Pd: Schlein e Conte in Friuli alleati ma distanti, leader M5S ‘condivisione o soli’**

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Roma, 31 mar. (Adnkronos) – Alleati ma distanti. Elly Schlein e Giuseppe Conte sono andati entrambi in Friuli Venezia Giulia per la campagna elettorale, ma senza alcuna iniziativa comune benché in coalizione alle regionali. Ieri la segretaria del Pd aveva detto di essere “felicissima” per l’alleanza nella regione spiegando però che ogni intesa si fa, solo se c’è “un progetto condiviso”, nulla è precostituito. E oggi anche Conte si mostra altrettanto cauto: “Il Friuli laboratorio per l’alleanza con il Pd? Noi questi laboratori li teniamo sempre aperti laddove ci sono le condizioni ovvero dove c’è l’opportunità di condividere obiettivi politici chiari. Quando queste condizioni non ci sono, preferiamo andare da soli”.

E a chi gli notare come, a differenza del centrosinistra, i leader di centrodestra siano tutti insieme per la campagna elettorale ( tranne all’ultimo Giorgia Meloni per il protrarsi di un colloquio con il presidente Sergio Mattarella), Conte osserva: “Il centrodestra quando si tratta di fare una passerella elettorale si fa vedere compatto, ma abbiamo scoperto che poi il giorno dopo, quando di tratta di assumersi le responsabilità di governo, si presentano divisi su tutto”.

Intanto, però, il campo dell’opposizione resta tutto da ricostruire. Francesco Boccia, neocapogruppo Pd al Senato, ‘consiglia’ di procedere per gradi: “Su alcuni temi noi non possiamo non unire le forze raccontando un’Italia diversa. Intanto uniamo le forze in Parlamento e poi il tempo dirà se saremo in grado di unire le forze anche per le politiche”. La proposta di Conte per un tavolo con la maggioranza e tutti i soggetti interessati sul Pnrr, per tutto il giorno non trova però sponde particolari nel Pd. Non ne parla Schlein, non ne parlano i capigruppo in Parlamento dove dovrebbe esercitarsi appunto quella collaborazione tra tutti, sollecitata dal leader M5S. Ad unire c’è l’argomento di giornata ovvero la versione di Ignazio La Russa dei fatti di via Rasella dove, secondo il presidente del Senato, i partigiani uccisero non dei nazisti ma dei “musicisti in pensione”.

“Revisionismo”, “nostalgie fasciste” e incompatibilità col ruolo di seconda carica dello Stato, le reazioni a valanga nel Pd, ma anche nei 5 Stelle e sinistra. L’altro giorno alla Camera Elly Schlein diceva ai cronisti di non avere ancora un programma per le celebrazioni del 25 aprile. Ma che quest’anno sarà da celebrare, eccome, quella data. Le parole di La Russa sembrano confermarlo. Dice la segretaria del Pd: “Parole indecenti, inaccettabili per il ruolo che ricopre”. Interviene anche Carlo Calenda sui social: “Sono ammirato della determinazione con cui La Russa sta riuscendo a dimostrare ogni giorno la sua inadeguatezza come presidente del Senato”.

Il leader di Azione colpisce anche Fabio Rampelli e la sua proposta di multare chi usa ‘forestierismi’ innanzitutto nella pubblica amministrazione. “Oggi è in corso uno scontro titanico per la palma della presa di posizione più cretina tra Ignazio La Russa e Rampelli, che presenta una legge contro chi non usa la lingua italiana nelle istituzioni pubbliche e nelle società partecipate”, scrive Calenda su twitter.

Sul fronte interno del Pd, potrebbe esserci un confronto tra Schlein e Stefano Bonaccini sugli assetti domani, entrambi saranno infatti a Modena per alcune iniziative. Secondo parlamentari della minoranza dem, il punto centrale della trattativa sarà sui vicesegretari. Schlein ha scelto i capigruppo, la possibilità di una gestione unitaria -la tesi dei parlamentari ‘bonacciniani’- passa da un vicesegretario della minoranza. Magari Simona Bonafè. E da qualche delega di peso in segreteria tra Esteri e Enti locali. Per questo ruolo si fa il nome di Davide Baruffi, molto vicino al presidente dem Bonaccini. Ma per ora resta tutto nel campo delle ipotesi.

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