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Pd: Orlando, ‘la costituente stenta, poco di quello che avviene entra nel nostro dibattito’

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Roma, 24 nov (Adnkronos) – “La costituente stenta, si compiono i primi passi del congresso. All’assemblea di sabato scorso esponenti della “società civile” hanno dichiarato guerra aperta alle correnti. Poco di quello che avviene intorno entra però nel dibattito del Partito Democratico. Per questo, anche per questo, insisto”. Lo scrive Andreo Orlando in un post su Facebook.

“Quando ho detto che la nostra crisi di identità nasceva dalla mancanza di una lettura comune del modello di sviluppo, in molti hanno sorriso. Qualcuno ha detto che era un modo di parlare d’altro. I più acidi hanno parlato di antagonismo o di suggestioni sovietiste. Di solito sono stati comunisti da giovani. Della tendenza più radicale. Naturalmente non si tratta di questo”, spiega l’ex ministro.

“Intorno a noi, in pochi anni, il modello produttivo è cambiato radicalmente e sta ancora cambiando. E ha inciso sull’organizzazione delle imprese, sul lavoro, sulla società. Parlare di noi senza parlare di questo è possibile, ma temo sia inutile. Stiamo attraversando un momento storico di profonda emergenza, connotato dal susseguirsi di crisi. Dopo oltre due anni di pandemia, che ha creato una crisi sia sociale che industriale, stiamo affrontando una grave crisi energetica a causa dell’uso del gas come arma geopolitica da parte della Russia”, prosegue Orlando.

(Adnkronos) – “L’effetto è un generale rialzo dei prezzi delle materie prime, con un’inflazione oltre il 10% che sta logorando il potere d’acquisto delle famiglie, il livello dei salari e l’accesso alla liquidità per le imprese e che potrebbe farci precipitare in una recessione economica globale, una delle crisi economiche peggiori dagli anni ’70 con standard da vera e propria economia di guerra”, scrive ancora l’esponente del Pd.

“Insieme a queste crisi contingenti, che si sono acuite negli ultimi mesi, ne stiamo affrontando alcune più sistemiche e strutturali che ci trasciniamo da qualche decennio, in particolare la crisi della globalizzazione sregolata e di quella climatica. Manodopera a basso costo, capitale e materie prime a buon mercato hanno mantenuto i prezzi bassi e la redditività in aumento, pompando un modello di sviluppo che presenta una sempre crescente concentrazione di ricchezza”, dice Orlando.

“Paradossalmente sia il COVID che l’attuale crisi dell’energia sta generando extraprofitti per un pugno di grandi aziende in grado di mantenere posizioni dominanti nei mercati di riferimento. Sono aziende in grado di spostare i profitti là dove conviene pagare meno tasse (o eluderle) e di sfruttare una frammentazione sempre maggiore delle catene di approvvigionamento e del valore. Tutto questo rende sempre più difficile trattenere il valore creato sul territorio in cui si genera”, prosegue.

(Adnkronos) – “Stiamo parlando dei monopolisti del Big Tech, Big Oil o Big Pharma, che hanno egemonizzato il valore delle Borse negli ultimi anni. Basti pensare che i 10 miliardari più ricchi del mondo hanno raddoppiato la loro ricchezza dalla pandemia di COVID-19. La ricchezza totale dei miliardari del mondo è ora equivalente al 13,9% del PIL mondiale ed è aumentata di più nei primi 24 mesi di COVID-19 che in 23 anni messi insieme. Per chi ha la pazienza, seguirà lo sviluppo di questo ragionamento. Credo però che alcune implicazioni siano già facilmente deducibili”, conclude Orlando.