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**Pd: ecco primarie on line, Vaccari, ‘sicure e da partito di massa, altro che ‘liquidità”** (2)

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(Adnkronos) – (Adnkronos) – Proprio nei territori, però, il voto on line ha già suscitato qualche mugugno. A Torino, per esempio, il partito aveva appena deciso di archiviare il voto interno con un voto a maggioranza sulla relazione del segretario locale. “Già prima della Direzione provinciale avevo spiegato la posizione -chiarisce Vaccari-. Avevo detto che stavamo lavorando a questa piattaforma, che c’era questa possibilità. Le federazioni regionali lo sapevano. Questo senza aprire alcuna polemica con nessuno”.

A Roma, invece, le critiche sono arrivate da fuori il Pd, segnatamente da Carlo Calenda, che ha subito accostato i dem al M5s e alla loro piattaforma Rousseau. “Calenda si vede che ha una idea della democrazie partecipativa molto personale. Quando decidono di votare lui c’è la possibilità di confrontarsi, se no è un problema e spara fango sulle modalità che un partito serio come il nostro che mette a disposizione uno strumento per un confronto democratico tra più candidati”.

In generale, comunque, Vaccari respinge al mittente ogni critica legata all’abbandono dei gazebo. “Non arriviamo certo per ultimi in questo campo. In questi mesi che ci siamo lasciati alle spalle abbiamo già sperimentato il voto con piattaforme diverse da quella che andremo a fare adesso. Per platee più ridotte, certo, come i segretari provinciali o di Circolo. Ma c’è la necessità di garantire sicurezza”. Infine, il dirigente dem nega che il voto on line sia il via libera ad una forma partito ultra-leggera: “Abbiamo fatto un più 10% nel tesseramento nel 2019, siamo 412mila, abbiamo il 40% del 2xmille degli italiani. Non mi pare proprio un segno di liquidità del partito. C’è la possibilità di continuare a costruire il più possibile un partito popolare e di massa”.

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