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Palermo: riciclaggio e bancarotta, arrestato ex patron Blutec e sequestri per 4 milioni euro (2)

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(Adnkronos) – L’attività “costituisce la prosecuzione del filone investigativo sviluppato dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, inizialmente con la Procura di Termini Imerese e poi trasferito per competenza alla Procura di Torino, che ha già portato nel corso del 2019 dapprima al sequestro della Blutec s.p.a., oggi in amministrazione straordinaria, e, successivamente, anche della capogruppo Metec s.p.a.”, come spiegano le Fiamme gialle di Palermo.

Roberto Ginatta, già amministratore della Blutec s.p.a. e legale rappresentante della Metec s.p.a., “è accusato di aver: distratto circa 16,5 milioni di euro di finanziamenti pubblici, erogati dalla Regione Siciliana per il tramite di Invitalia (quale referente del Ministero dello Sviluppo Economico), per sostenere il programma di sviluppo finalizzato alla riconversione e riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese (Palermo), che prevedeva la realizzazione di una nuova unità produttiva presso gli opifici della ex impresa FCA Italy S.p.A. per la produzione di componentistica automotive; falsamento attestato alcuni dei presupposti per avere accesso ai fondi pubblici predetti, con particolare riferimento all’idoneità economico-finanziaria dell’azienda per condurre a termine la progettualità oggetto di finanziamento; commesso numerosi fatti di bancarotta fraudolenta nella gestione della BlutecC S.p.A. e della Metec S.p.A. a mezzo di comportamenti dolosi, reati societari e gravi condotte distrattive del patrimonio tra le quali, in particolare, il prelevamento del capitale sociale, la distribuzione di dividendi generati solo da alchimie contabili e l’acquisto di biglietti e abbonamenti per le partite di calcio della Juventus; autoriciclato il profitto illecito derivante dalla condotta di malversazione a danno dello Stato in altre attività imprenditoriali e speculative (quali l’acquisto di titoli esteri, ovvero il trasferimento di tali provviste a favore di altre divisioni del gruppo); parte di tali somme, sono state riciclate attraverso l’utilizzo della due holding S.r.l. (successivamente denominata M.O.G. S.r.l.), utilizzata sostanzialmente quale “cassaforte” degli indagati”.

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