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Pa, è l’Umbria la regione in cui ci si forma di più

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Roma, 22 ago. (Adnkronos) – E’ l’Umbria la regione italiana in cui ci si forma di più (1,65 giorni all’anno). Maglia nera alla Basilicata, ferma a 0,23. E’ quanto emerge dallo studio del Centro Studi Enti Locali (Csel) elaborato per l’Adnkronos sulla formazione dei dipendenti pubblici italiani.

Per quanto riguarda la media dei giorni dedicati alla formazione per il personale facente capo al comparto funzioni locali – che mette insieme Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni – si osservano differenze marcate tra Nord e Sud. Anche nel migliore dei casi, comunque, il dato resta modesto e non supera 1,65 giorni annui, che è il valore che emerge guardando alla virtuosa Umbria. Una elaborazione di Centro Studi Enti Locali, basata su dati Mef riferiti al 2019, vede al secondo posto di questa classifica, l’Emilia Romagna (con 1.64 giorni annui), e a seguire: Sardegna (1.42), Veneto (1.36), Toscana e Friuli Venezia-Giulia (1.30), Trentino Alto Adige (1.29). Si piazzano al di sopra del giorno annuo anche Piemonte (1.23), Liguria (1.18) e Lombardia (1.14).

Maglia nera invece alla Basilicata, i cui dipendenti pubblici dedicano mediamente 0,23 giorni all’anno a frequentare dei corsi di formazione. Di poco più alte le medie del Molise (0.24), della Sicilia (0.27), della Calabria (0.44), della Campania (0.68), delle Marche (0.57) e della Puglia (0.67). In 17 Regioni e Province autonome, tra il 2009 e il 2019 la media annua di formazione è diminuita. Segnano un dato positivo, nel confronto tra questi 2 anni, soltanto l’Abruzzo (+0.08), Trento (+0.9), Sardegna (+0.38) e Umbria (+0.69). Il passo indietro sulle ore dedicate ‘all’aula’, è stato trasversale a tutti i rami della pubblica amministrazione ma le amministrazioni centrali hanno comunque mantenuto standard più alti di quelle locali e contavano, sempre nel 2019, un numero di ore di formazioni doppie rispetto a quelle dei dipendenti comunali, provinciali e regionali (circa 2 giorni all’anno a testa).

LA SPESA PER FINANZIARE I CORSI – La spesa destinata a finanziare i corsi rivolti a chi lavora nei nostri enti pubblici è passata dai 262 milioni di euro del 2008 ai 154 milioni del 2018. Tradotti in termini procapite, stiamo parlando di 48 euro annui a dipendente, emerge dallo studio del Centro Studi Enti Locali.

In media, stando al rapporto Inapp, il costo orario di un corso di formazione è a 11,1 euro. Le P.A. centrali spendono però 7,4 euro l’ora in più rispetto a quelle locali. Il costo della formazione incide sui bilanci delle amministrazioni centrali per lo 0,7% contro lo 0,3% degli enti locali.

TEMPO PER LA FORMAZIONE – Un giorno all’anno: a tanto ammonta mediamente il tempo dedicato alla formazione da parte dei dipendenti pubblici italiani. Il passo indietro sulle ore dedicate ‘all’aula’, osserva lo studio, è stato trasversale a tutti i rami della pubblica amministrazione ma le amministrazioni centrali hanno comunque mantenuto standard più alti di quelle locali e contavano, sempre nel 2019, un numero di ore di formazioni doppie rispetto a quelle dei dipendenti comunali, provinciali e regionali (circa 2 giorni all’anno a testa).

Come rilevato dall’Inapp nel rapporto 2021, presentato lo scorso luglio, il genere non sembra essere un elemento che fa la differenza in questo ambito. “Si può osservare – si legge – come nelle Unità istituzionali più piccole le donne vengano formate più a lungo, contrariamente a quanto succede nelle Unità istituzionali con 250 lavoratori e oltre, dove sono gli uomini a ricevere una formazione leggermente più intensa. A livello territoriale, emerge un divario tra l’area del Nord-Ovest, in cui in media un lavoratore uomo viene formato per 1,5 ore in più, e quella del Meridione e delle Isole, dove invece è l’intensità relativa al personale femminile a essere maggiore di 3,1 ore”.

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