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(Adnkronos) – Intorno a lei però cresce l’attesa, dall’Italia al Giappone arrivano tanti messaggi di incoraggiamento. “Ho visto quello di Menichelli, un grande campione che qui ha scritto la storia, e mi ha fatto piacere. Ringrazio tutte le persone che mi sono vicine, ovviamente, ma preferisco parlare dopo. Alla fine tireremo le somme. Certo, per me è già tantissimo essere arrivata fin qui. Aver fatto quel bel esercizio in qualifica, dopo il quale mi sono anche emozionata, come non mi era mai capitato. Quando sono scesa dalla pedana, senza neanche aspettare il punteggio, sapevo che con quella prestazione sarei stata dentro. E ne ho avuto conferma nella finale a squadre, dove, pur mancando la doppia impugnata, ho perso pochi millesimi. Vuol dire che l’esercizio piace alla giuria. So quello che posso dare, quello che valgo. Cosa serve di più?”. La risposta la porta il vento, cantava Dylan, nel 1963, ad un anno dai Giochi di Tokyo.

“Domani vado in palestra a fare un po’ di movimento, a provare le parti di coreografia, per tenere sveglie le gambe, senza caricare. Poi, tra una terapia e l’altra sentirò il mio compagno, Simone, la mia famiglia. E continuerò a pensare solo al mio esercizio. A questo giro non mi interessa altro, non guardo in faccia nessuno. So che me lo merito, soprattutto dopo due quarti posti consecutivi. Anzi, a Londra, in verità, ero stata sempre sul podio, sia in qualifica, sia in finale, con l’ex aequo sciolto a mi svantaggio. Niente pressioni o ansie – conclude la leonessa di Brescia – tanto sono inutili, perché alla fine andrà come deve”

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